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Modigliani record mondiale
Prezzo record per un quadro di Amedeo Modigliani che a New York da Christie's è stato battuto per la cifra di 170,4 milioni di dollari (158,4 milioni di euro). L'opera è un nudo di donna distesa su un letto, si chiama "Nu couché" (Nudo disteso con braccia aperte o Nudo rosso) ed è stata battuto all'asta per la prima volta in una vendita al cardiopalma con rilanci continui durati 9 intensissimi minuti. Il quadro fa parte di una serie di grandi nudi realizzati per Leopold Zborowski, polacco ma attivo a Parigi, uno dei più importanti mercanti d'arte moderna, a sua volta ritratto dallo stesso Amedeo Modigliani. L'opera nel 1917 provocò un tale scandalo che dovette intervenire la polizia per disperdere la folla che si era assiepata dietro la vetrina del gallerista Bertehe Weill per ammirarla quando venne esposta la prima volta a Parigi
Roy Lichtenstein - Record da Christie's
Serata di record a New York per Christie's che dopo aver venduto per 170,4 milioni di dolari un dipinto di Augusto Modigliani, "Nu coche", ha battuto ogni precedente record anche per Roy Lichtenstein, re della pop-art. La sua opera "The nurse" dai caratteristici tratti a "fumetto" che ritrae un infermiera è stata venduta a 95,365 milioni di dollari
Modigliani nudo da Record
In arrivo sul mercato delle aste un Modigliani da 100 milioni di dollari. Il dipinto “Nu couché” (Nudo disteso), eseguito dall’artista livornese nel 1917-18 verrà battuto il 9 novembre a New York da Christie’s. L’opera sarà il “pezzo forte” della vendita “The Artist Muse” ed è destinato a battere il record precedente, di 70milioni e 725mila dollari realizzato nel 2014 da Sotheby’s a New York da una scultura – una “Tête in pietra alta 73 centimetri - partita da una base d’asta di 30 milioni. “Nu couché” fa parte di una serie di grandi nudi realizzati da Amedeo Modigliani (1884-1920) per il suo magnate, Léopold Zboroswki. L’opera fu esposta quasi un secolo fa nella prima ed unica mostra personale di Modigliani – che comprendeva una trentina di dipinti, inclusi una serie di nudi - alla galleria Berthe Weill a Parigi. L’esposizione destò un grande scandalo
La rinascita di Schifano
È da qualche anno che il mondo dell’arte sta, silenziosamente, rivalutando il lavoro di Mario Schifano. Mr. Larry Gagosian pare abbia rastrellato la città di Roma per accaparrarsi le opere storiche di maggior interesse, e non è il solo. Il catalogo ragionato è in lavorazione e finalmente un rinnovato amore per il lavoro dell’eclettico artista romano sta mettendo ordine e rigore. Se siete proprietari di un lavoro degli anni ’60, di una “palma”, un “Esso”, una TV degli anni ’70, questo potrebbe essere il momento giusto (sempre che l’opera in questione abbia i documenti in regola) L’archivio ufficiale lo potete consultare qui: http://www.marioschifano.it/ Come è noto sono stati avviati procedimenti giuziari nei Tribunali di Roma e Milano per mettere ordine nella confusione delle attribuzioni che si è venuta a creare dalla scomparsa di Schifano, nel 1998, tra la Fondazione e l’Archivio. Dunque, per i collezionisti che stanno leggendo queste righe e hanno interesse a vendere un lavoro di Schifano occorre sapere che per avviare la richiesta di Parere di Autentica e Archiviazione è necessario inviare all’Archivio Mario Schifano,esclusivamente tramite posta e in formato cartaceo, la documentazione e i materiali elencati nel Regolamento. La Commissione, esaminato quanto pervenuto, nel caso tale materiale non fosse sufficiente per formulare il Parere di Autentica, si riserva di richiedere l’analisi diretta dell’opera. In tal caso l’Archivio concorderà insieme al collezionista o al richiedente un appuntamento. Il comitato vanta nei suoi membri Achille Bonito Oliva, Marco Meneguzzo, Rinaldo Rossi e Laura Cherubini. Notizia recente è l’entrata nel comitato scientifico di Giorgio Marconi, storico gallerista milanese che ha lavorato a stretto contatto con Schifano sin dal 1965 (anno di apertura della galleria). Ecco ora, per chi volesse approfondire, qualche breve notizia di carattere storico biografico. Mario Schifano (Homs, Libia, 1934 - 1998, Roma) esordisce con la mostra del 1960 alla Salita di Roma, presentata da Pierre Restany: Cinque pittori romani Angeli, Festa, Lo Savio, Schifano, Uncini. Attira l’interesse della critica realizzando quadri monocromi che offrono l’idea di uno schermo che in seguito accoglierà numeri, lettere, segnali stradali, i marchi della Esso e della Coca Cola. Firma un contratto in esclusiva con Ileana Sonnabend. Nel 1962 compie il primo viaggio negli Stati Uniti, è incuriosito da artisti come Dine e Kline, frequenta Frank O’Hara, Jasper Johns, Rothko, Andy Warhol, Gregory Corso. Espone alla Sidney Janis Gallery di New York nella mostra The New Realists. Sue mostre personali vengono allestite a Roma, Parigi e Milano, ritorna negli Stati Uniti. L’artista è alla ribalta della critica con riconoscimenti quali il Premio Lissone (Lissone 1961), il premio Fiorino, e La Nuova Figurazione (Firenze, 1963). Nel 1963 rompe il sodalizio con Ileana Sonnabend che rimane sconcertata dal cambiamento della sua produzione artistica così lontana dalle prime stesure, nelle sue opere appaiono le citazioni dalla storia dell’arte italiana, i primi Paesaggi anemici, che presenta alla Biennale di Venezia dove viene invitato nel 1964, cui seguono i lavori dedicati al Futurismo. Risalgono a questo periodo i primi cortometraggi in bianco e nero, quasi sempre senza sonoro. Inizia la sua collaborazione in esclusiva con Giorgio Marconi che durerà fino alla fine del 1970. Partecipa a collettive internazionali quali al Carnegie Institute di Pittsburgh nel 1964, nel 1965 alle Biennali di San Marino e di San Paolo del Brasile e al National Museum of Modern Art di Tokio. Nel 1966-67 concepisce la serie “Ossigeno ossigeno”, “Tuttestelle”, “Oasi”, “Compagni, compagni”. Nel 1967-1969 presenta allo Studio Marconi di Milano il lungometraggio Anna Carini vista in agosto dalle farfalle, seguirà la trilogia di film composta da Satellite (Umano non umano, Trapianto, e consunzione e morte di Franco Brocani). Partecipa a una collettiva alla Galleria La Salita dove non espone dipinti ma proietta fotogrammi sulla guerra del Vietnam. Ed è proprio l’interesse per la storia contemporanea e il suo impegno civile che lo porterà a una crisi ideologica e d’identità tale da dichiarare di voler abbandonare la pittura. Nel 1970 insieme a Tonino Guerra, sceneggiatore di Carlo Ponti, si reca per l’ultima volta in America, per effettuare i sopralluoghi del film, Laboratorio umano, poi mai realizzato. Tornato in Italia, spazientito dai tempi lunghi delle dinamiche cinematografiche, inizia la serie dei Paesaggi TV dove trasferisce su tela le immagini televisive con la tecnica dell’emulsione fotografica. Inizialmente sono le fotografie eseguite negli Stati Uniti a essere oggetto di rielaborazione (che daranno vita a opere come Pentagono, Medal of Honor, Era Nucleare, le sale di trapianto a Huston, la Nasa, Alamo Gordo dall’Archivio di Los Alamos), poi il patrimonio di immagini che quotidianamente e incessantemente trasmettono le stazioni televisive. Non è la cultura della TV che gli interessa, ma la cultura che si sviluppa a partire dall’immagine televisiva. Viaggia in Laos e in Thailandia, e successivamente in Africa. Nell’elaborazione delle opere l’artista predilige l’uso di colori di produzione industriale per la loro capacità di conservare l’iniziale brillantezza e di asciugare con rapidità, consentendogli di dipingere l’immagine nell’istante veloce della sua apparizione e una produzione di opere più estesa. Nel 1971 espone alla mostra Vitalità del negativo nell’arte italiana 1960-70, curata da Achille Bonito Oliva; sue personali si inaugurano a Roma, Parma, Torino e Napoli, nel 1973 partecipa alla X Quadriennale di Roma e a Contemporanea, curata da Achille Bonito Oliva. Nel 1974 il Palazzo della Pilotta (Salone delle Scuderie) di Parma ospita la prima importante retrospettiva di Schifano, a cura di Arturo Carlo Quintavalle, che permette di leggere per intero l’ampiezza del suo lavoro. Una crisi ideologica ed esistenziale lo costringe a periodi di isolamento nel suo studio dove realizza dei “d’après” reinterpretando Magritte, De Chirico, Boccioni, Cézanne, Picabia. Rifà le proprie opere degli anni sessanta nel ciclo “Sintetico dall’Inventario”. Nel 1976 è presente alla mostra Europa/America, l’astrazione determinata 1960-76 allestita presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Bologna. Nel 1978 torna alla Biennale di Venezia con le serie “Al mare” e “Quadri equestri”, opere dipinte con estrema grazia e leggerezza, costituiscono l’esempio di una ritrovata freschezza creativa. Invitato ad Arte e critica 1980, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, nel 1981 partecipa all’esposizione Identité italienne che si tiene al Centre Georges Pompidou di Parigi. Sono di quel periodo i cicli intitolati “Architetture”, “Cosmesi”, “Biplani” e “Orti botanici”. Le sue opere compaiono nella rassegna Avanguardia/Transavanguardia alle Mura Aureliane del 1982. Marco Meneguzzo cura una sua personale alla Loggia Lombardesca di Ravenna. Concepisce una sequenza di dipinti di grandi dimensioni tra cui Biciclette e Ballerini. Lo ritroviamo alla Biennale di Venezia. Nel 1984 è invitato nuovamente alla Biennale di Venezia, in contemporanea Alain Cueff presenta ai Piombi il ciclo “Naturale sconosciuto” dove emerge la sua particolare attenzione nei confronti della natura. Nascono così i gigli d’acqua, i campi di grano, le onde… i quadri con la sabbia sui deserti per la mostra in Giordania; anche le tele donate a Gibellina dopo il terremoto scaturiscono da questo nuovo impulso che sembra incontenibile. Nel 1985 a Firenze, in Piazza Santissima Annunziata, dipinge davanti a seimila persone La chimera, un’opera monumentale di quattro metri per dieci, inaugurando la rassegna sugli Etruschi. Si sposa con Monica De Bei da cui ha il figlio Marco, la sua pittura si fa più densa e più ricca di suggestioni. Nel 1988 la Galleria Adrien Maeght di Parigi inaugura la sua personale Le secret de la jeunesse éternelle: un Faust dionysiaque. Grande appassionato di ciclismo, è l’unico italiano che per ben due volte disegna la maglia gialla del tour de France. Nel 1990, dopo un decennio di pittura intensa, vibrante, sontuosa, dove ha prodotto molte tra le sue opere più emozionanti (Estroverso da Mazzoli a Modena) inaugura la riapertura del Palazzo delle Esposizioni di Roma con Divulgare dalla “vulgata” di Dante, riferita al linguaggio televisivo, una rassegna di opere di dimensioni eccezionali elaborate con le prime tecnologie digitali. Le immagini riprodotte uniscono alla dimensione dell’inconscio la realtà filtrata quotidianamente dalla televisione, le opere rappresentano le nuove visioni dal satellite, le urgenze ambientali, la guerra, pochi artisti si sono inoltrati come lui negli ultimi conflitti del Medio Oriente. Il suo impegno si estende realizzando delle opere a sostegno delle campagne di Greenpeace, Acnur e molte associazioni di volontariato. Nel 1994 partecipa alla rassegna The Italian Metamorphosis, 1943-1968, organizzata dal Solomon R. Guggenheim Museum di New York; nel 1996 espone in Spagna e in America Latina nella mostra intitolata Musa ausiliaria, omaggio nei confronti della televisione intesa come flusso inesauribile di immagini. Le opere di questi anni testimoniano il suo interesse per la scienza e per la tecnologia, la Stet gli commissiona di disegnare l’immagine integrata della società, Schifano coglie immediatamente le possibilità di Internet che, con il suo accesso illimitato, estende le possibilità espressive delle arti visive, la novità delle fibre ottiche che velocizzano la comunicazione, tanto da dedicargli un’opera che ne diventa il simbolo. Durante uno dei viaggi in Brasile compie un happening nella favela di Rio de Janeiro, dipingendo di bianco una baracca come protesta alla disposizione del sindaco di dipingere di verde tutte le favelas per uniformarle e renderle “invisibili”. Muore a Roma il 26 gennaio 1998. Quotazioni (Fonte IlSole24ore): Dal 1995 a oggi i passaggi in asta sono 2.668. Percentuale di venduto 69%. Quotazioni in crescita dal 2004, con punte massime sui 350.000$ registrate nel corso del 2007 per tecniche miste su tela degli anni ’60 di grande formato. Il suo mercato ha scambi molto frequenti, soprattutto in Italia e Austria, e registra un singolare allineamento di valori con le aggiudicazioni all’estero. Penalizza l’incremento dei prezzi la mancanza, a più di dieci anni dalla morte dell’artista, del catalogo generale e l’insanabile disaccordo tra l’ex Fondazione Mario Schifano (oggi Fondazione Multistudio) e l’Archivio Mario Schifano costituito dagli eredi, mentre continuano ad essere numerosi i falsi in circolazione. In Italia da Finante Milano, l’11 marzo 2008 è stato aggiudicato per 46.000€ un Campo di pane (1984), smalto su tela, cm 140 x 210. In galleria le tecniche e le polaroid miste degli anni ’80-90 quotano da 5.000 a 20.000€. Top price: 353.773 $ per New York City ’65 l’inverso attraverso il museo (2 parti) (1965), tecnica mista e smalto su tela, cm 220 x 300, aggiudicato da Dorotheum Vienna, il 29 novembre 2005.
Diego Palpizi - Intimamente me - on line su venderequadri.it
Diego Palpizi pone i suoi personaggi, prevalentemente corpi di donne nude , creando un palcoscenico con uno sfondo completamente immaginario, lo spazio per un evento , a conferma che ogni surrealismo possiede una potenzialità oltre le contingenze, ma che poi ci vuole la giusta tensione iconografica, un valore aggiunto dove l’arte si assume la responsabilità etica del bello.
Londra, Christie's mette all'asta la Provenza di Cézanne
Asta record per Christie's a Londra mercoledì 4 febbraio: si tratta del capolavoro di Paul Cézanne dal titolo "Vue sur l'Estaque et le Château d'If", tra i suoi più intensi paesaggi della Provenza. Un evento straordinario perché l'opera arriva per la prima volta sul mercato dell'arte con una stima, a distanza di quasi 80 anni, di 8-12 milioni di sterline. Nel 1936 il quadro fu acquistato dal mecenate inglese Samuel Courtauld, fondatore della prestigiosa Courtauld Gallery and Institute of Art di Londra: da allora l'opera è rimasta nella collezione privata di Courtauld ceduta solo per alcune grandi mostre internazionali. "Vue sur l'Estaque et le Château d'If" fu dipinto tra il 1883 e il 1885 ed è considerato uno dei capolavori di Cézanne, che immortala il piccolo porto dell'Estaque e una piccola stazione balneare della sua nativa Provenza, dove l'artista cercò ripetutamente ispirazione
Picasso: la nipote vende 7 opere «Era crudele, voglio dimenticarlo»
Marina ha deciso di sbarazzarsene per la modica cifra di 241 milioni di Euro Sullo sfondo una storia familiare molto difficile, tra l’assenza di Pablo e il fratello suicida Portare quel cognome non deve essere semplice, se quel cognome è sinonimo indiscusso di arte contemporanea: ma non è per questo motivo che Marina Picasso, nipote ed unica erede di Pablo, fatica a convivere con il ricordo del celeberrimo nonno. 241 milioni di euro No, la ragione per cui ha deciso di disfarsi di sette delle opere picassiane tra le 400 che possiede e della residenza de La Californie, dove il pittore visse con la seconda moglie Jacqueline Roque, è per allontanarsi da un passato doloroso, da un uomo che «portò alla disperazione tutti coloro che lo circondavano» come più volte ha avuto modo di dire la donna. Qualche malalingua potrebbe obiettare che invece dietro a queste cessioni ci siano ben più venali empiti: per dire, la «Donna con Mandolino» del 1909 vale 50 milioni di Euro, mentre la «Maternità» del 1921-22 , 45 milioni. Cifre interessanti. I quadri verranno battuti in una casa d’aste di Ginevra. «Grand Pere» Ma la 64enne nipote, come ebbe a scrivere nel 2001 in un volume biografico chiamato semplicemente «Grand Pere» (nonno), ha effettivamente la sua buona dose di ragioni per detestare colui che tanti han venerato: figlia di Paulo, nato dalla prima moglie, la ballerina russa Olga Chochlova , e sorella di Pablito, non venne mai accettata dal pittore, egocentrico, freddo, distaccato. Che non accolse mai i nipoti nell’altra casa di Mougins, nipoti di cui non possedeva nemmeno una fotografia, frapponendo tra sé e loro, la terribile Jacqueline, sacerdotessa del culto picassiano che ai piccoli rispondeva: «Sua altezza non c’è» o «Il Sole sta riposando». Non permise nemmeno ai ragazzi di partecipare al funerale del pittore, nel 1973. Il fratello ne morì Una bomba emotiva che avrebbe distrutto chiunque. Se Marina se la cavò, per modo di dire, soffrendo di anoressia, il fratello né mori: ingerendo litri di candeggina «per cancellare il peso di questa eredità», spirò due mesi dopo la scomparsa di Picasso. Una vicenda familiare dunque terribile: anche per questo Marine non ha partecipato alle celebrazione per il quarantennale della morte del pittore, nel 2013 «Non mi sento particolarmente emozionata- disse allora- tanto più mi allontano da quel che vissi da giovane, quanto più sono felice». E in effetti, a ben vedere, sono ferite che nessuna asta milionaria può lenire.
Dalle Campbell Soup a Matisse. L'arte nell'anno dell'Expo
Nature morte, le iconiche lattine di Warhol e molto altro a tema alimentazione, nelle mostre del 2015, in vista della kermesse milanese a tema. Ma c'è dell'altro: dal grande autore francese a Pollock, da Medardo Rosso alla monografia sulla maternità dell'Expo Il cibo e Matisse. Il 2015 sarà l'anno dell'Expò di Milano (il cui tema è "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita") e l'attenzione per tutto ciò che è cibo - "food" per chi vuole sentirsi a tutti i costi internazionale - cresce così tanto da sconfinare anche nell'arte: le mostre a tema inizieranno dal primo mese del nuovo anno. Si parte da Brescia, dove, a Palazzo Martinengo, dal 24 gennaio ci sarà una grande collettiva dal titolo che non lascia spazio all'immaginazione: "Il cibo nell'arte. Capolavori dei grandi maestri dal Seicento a Warhol" (a cura di Davide Dotti). Un centinaio di opere di artisti classici saranno affiancati a nomi più moderni, da Magritte a Fontana, così che si potranno ammirare, fino a giugno, lavori come le "Composizioni di frutta con statua classica" di De Chirico, o le famose Campbell Soup di Warhol. Ma la mostra sul cibo più attesa in Italia è un'altra, quella che molti mesi prima della sua apertura, che avverrà il 10 aprile 2015 alla Triennale di Milano, ha fatto già parlare tanto di sé, per l'alto compenso dato al suo curatore Germano Celant. L'esposizione si chiamerà "Cucina&Ultracorpi", e riunirà, con allestimento dello Studio Italo Rota, opere, documenti, testimonianze di artisti, scrittori, musicisti, architetti e designers che hanno espresso la loro idea sul cibo. L'alimentazione invade l'arte anche in Emilia Romagna, dove, crea qualche problema strutturale di troppo, tanto da far dimettere Marco Pierini dal suo direttore della Galleria Civica di Modena, dopo quattro anni e mezzo. Il motivo della discordia è la decisione presa dal Comune di utilizzare la Palazzina dei Giardini - da oltre trent'anni sede espositiva della Galleria - come spazio da adibire al Villaggio del Gusto in occasione della già citata Expò, interrompendo bruscamente una valida programmazione artistica portata avanti in città con successo di pubblico e critica.
LONDRA: INCASSATI 235 MLN
Altro che obiettivo di 100 milioni di sterline! Il tour de force londinese di ottobre, dedicato all’arte Contemporanea ha incassato (tra Christie’s, Sotheby’s e Phillips) qualcosa come 184.416.675 pound, poco meno di 235 milioni di euro . Se poi calcoliamo i 44 capolavori della Essl Collection, battuti da Christie’s, il totale schizza a 231,2 milioni di sterline. La febbre del Contemporaneo è altissima. Sotheby’s, oltre a un’ Italian Sale storica (41,3 milioni) ha venduto per 28,2 milioni nella Evening. Top price il vivente maestro informale Pierre Soulages (2.658.500). Da Christie’s la Evening ha registrato 5 record di super-emergenti (Joe Bradley, Rachel Whiteread, Toby Ziegler, Brent Wadden e Louis Eisner). Quattordici i lotti aggiudicati oltre 1 milione di sterline. Tre oltre i 2 milioni. E tre oltre i 4. Top price il cinquantenne Peter Doig (4.562.500). Secondo e terzo posto per Gerhard Richter (4.450.500) e Jean-Michel Basquiat con Love Dub for A (4.338.500). PISTOLETTO ITALIAN STYLE Nelle Day Sale, oltre alle opere minori degli italiani storici (tutte vendute), è salito molto Michelangelo Pistoletto con un multiplo del 1971 (Il bagno turco il cui esemplare 75/150 partito da 9 mila sui è fermato a 26.250 sterline. I due Blu di Marcello Lo Giudice presenti nelle vendite delle major e stimati 24-36 mila, hanno totalizzato 101.250 sterline. Da Phillips (che con le due prime aste nella nuova sede di 30 Berkeley Square ha incassato 20 milioni) il photographic print di Paola Pivi è stato battuto a 17.500 sterline. Ora, dopo le scintille londinesi, in attesa delle big auction di novembre a New York, i nostri appassionati e collezionisti possono rilassarsi con le aste italiane. Tra Roma, Genova, Firenze, Prato e Vercelli l’offerta è ricca e varia. Farsetti ( www.farsettiarte.it ) propone un catalogo importante, con una selezione di opere di interesse storico e artistico sull’onda dei segnali di ripresa del mercato dell’antiquariato. PISTOLETTO LUI E LEI Giovedì 30 e venerdì 31, il catalogo offre mobili e dipinti antichi. Tra questi si segnala una Flagellazione di Cristo di Luca Giordano (20-30 mila) e una Veduta di Roma dipinta nel 1855 da Ippolito Caffi (18-24 mila). Sabato toccherà ai dipinti e sculture del XIX e XX secolo. Tra le opere di macchiaioli, il grande L’Arno alle Cascine di Giovanni Fattori (280-350 mila). A Firenze Pandolfini ( www.pandolfini.it ) festeggia i 90 anni di attività con una particolare vendita che presenta il meglio di ogni dipartimento. Molto interesse è già stato espresso dalla clientela straniera (anche musei) per un’importante collezione di maioliche rinascimentali, raccolte in un unico catalogo. Sempre sull’Arno,Bibelot ( www. maisonbibelot.com ) propone giovedì e venerdì gli arredi e i dipinti di Villa Pandolfi a Firenze. Il ricavato sarà devoluto all’Istituto Salesiano per le Missioni di Torino. FOTOGRAFIE A Genova l’appuntamento è doppio: con l’arte moderna e contemporanea, la fotografia e il design da Boetto ( www.asteboetto.it ) e con gli arredi, i dipinti antichi, del XIX e XX secolo da Cambi (www.cambiaste.com). La casa d’aste, con sede al Castello Mackenzie, propone quattro cataloghi da non perdere con stime allettanti. MICHELANGELO PISTOLETTO Sono 1.800 i lotti di arredi e oggetti d’arte, circa 360 i dipinti dell’Ottocento e antichi con un grande Mercato veneziano dipinto da Stefano Novo (15-20 mila) e un ritratto attribuito a Bernardo Strozzi (35-40 mila). Da sabato 1 novembre inizieranno le otto sessioni che Meeting Art (www.meetingart.it) dedicherà, sino al 13, all’antiquariato (arredi e dipinti). Proprio sabato vengono offerti (lotti 109 e 110) due grandi Paesaggi verticali di Vittorio Amedeo Cignaroli, appartenuti a collezioni prestigiose e passati in asta da Christie’s nel 2002. Partono da 16 e 25 mila euro. Infine si segnalano, a partire da domani, le giornate di vendita delle romana Babuino (www.astebabuino.it) con opere d’arte e dipinti da collezioni romane, arredi arte cinese e asiatica argenti, gioielli e collezionismo. Insomma ce n’è per tutti i gusti e tasche.

