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Picasso: la nipote vende 7 opere  «Era crudele, voglio dimenticarlo»

Picasso: la nipote vende 7 opere «Era crudele, voglio dimenticarlo»

Marina ha deciso di sbarazzarsene per la modica cifra di 241 milioni di Euro Sullo sfondo una storia familiare molto difficile, tra l’assenza di Pablo e il fratello suicida Portare quel cognome non deve essere semplice, se quel cognome è sinonimo indiscusso di arte contemporanea: ma non è per questo motivo che Marina Picasso, nipote ed unica erede di Pablo, fatica a convivere con il ricordo del celeberrimo nonno. 241 milioni di euro No, la ragione per cui ha deciso di disfarsi di sette delle opere picassiane tra le 400 che possiede e della residenza de La Californie, dove il pittore visse con la seconda moglie Jacqueline Roque, è per allontanarsi da un passato doloroso, da un uomo che «portò alla disperazione tutti coloro che lo circondavano» come più volte ha avuto modo di dire la donna. Qualche malalingua potrebbe obiettare che invece dietro a queste cessioni ci siano ben più venali empiti: per dire, la «Donna con Mandolino» del 1909 vale 50 milioni di Euro, mentre la «Maternità» del 1921-22 , 45 milioni. Cifre interessanti. I quadri verranno battuti in una casa d’aste di Ginevra. «Grand Pere» Ma la 64enne nipote, come ebbe a scrivere nel 2001 in un volume biografico chiamato semplicemente «Grand Pere» (nonno), ha effettivamente la sua buona dose di ragioni per detestare colui che tanti han venerato: figlia di Paulo, nato dalla prima moglie, la ballerina russa Olga Chochlova , e sorella di Pablito, non venne mai accettata dal pittore, egocentrico, freddo, distaccato. Che non accolse mai i nipoti nell’altra casa di Mougins, nipoti di cui non possedeva nemmeno una fotografia, frapponendo tra sé e loro, la terribile Jacqueline, sacerdotessa del culto picassiano che ai piccoli rispondeva: «Sua altezza non c’è» o «Il Sole sta riposando». Non permise nemmeno ai ragazzi di partecipare al funerale del pittore, nel 1973. Il fratello ne morì Una bomba emotiva che avrebbe distrutto chiunque. Se Marina se la cavò, per modo di dire, soffrendo di anoressia, il fratello né mori: ingerendo litri di candeggina «per cancellare il peso di questa eredità», spirò due mesi dopo la scomparsa di Picasso. Una vicenda familiare dunque terribile: anche per questo Marine non ha partecipato alle celebrazione per il quarantennale della morte del pittore, nel 2013 «Non mi sento particolarmente emozionata- disse allora- tanto più mi allontano da quel che vissi da giovane, quanto più sono felice». E in effetti, a ben vedere, sono ferite che nessuna asta milionaria può lenire.

Dalle Campbell Soup a Matisse. L'arte nell'anno dell'Expo

Dalle Campbell Soup a Matisse. L'arte nell'anno dell'Expo

Nature morte, le iconiche lattine di Warhol e molto altro a tema alimentazione, nelle mostre del 2015, in vista della kermesse milanese a tema. Ma c'è dell'altro: dal grande autore francese a Pollock, da Medardo Rosso alla monografia sulla maternità dell'Expo Il cibo e Matisse. Il 2015 sarà l'anno dell'Expò di Milano (il cui tema è "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita") e l'attenzione per tutto ciò che è cibo - "food" per chi vuole sentirsi a tutti i costi internazionale - cresce così tanto da sconfinare anche nell'arte: le mostre a tema inizieranno dal primo mese del nuovo anno. Si parte da Brescia, dove, a Palazzo Martinengo, dal 24 gennaio ci sarà una grande collettiva dal titolo che non lascia spazio all'immaginazione: "Il cibo nell'arte. Capolavori dei grandi maestri dal Seicento a Warhol" (a cura di Davide Dotti). Un centinaio di opere di artisti classici saranno affiancati a nomi più moderni, da Magritte a Fontana, così che si potranno ammirare, fino a giugno, lavori come le "Composizioni di frutta con statua classica" di De Chirico, o le famose Campbell Soup di Warhol. Ma la mostra sul cibo più attesa in Italia è un'altra, quella che molti mesi prima della sua apertura, che avverrà il 10 aprile 2015 alla Triennale di Milano, ha fatto già parlare tanto di sé, per l'alto compenso dato al suo curatore Germano Celant. L'esposizione si chiamerà "Cucina&Ultracorpi", e riunirà, con allestimento dello Studio Italo Rota, opere, documenti, testimonianze di artisti, scrittori, musicisti, architetti e designers che hanno espresso la loro idea sul cibo. L'alimentazione invade l'arte anche in Emilia Romagna, dove, crea qualche problema strutturale di troppo, tanto da far dimettere Marco Pierini dal suo direttore della Galleria Civica di Modena, dopo quattro anni e mezzo. Il motivo della discordia è la decisione presa dal Comune di utilizzare la Palazzina dei Giardini - da oltre trent'anni sede espositiva della Galleria - come spazio da adibire al Villaggio del Gusto in occasione della già citata Expò, interrompendo bruscamente una valida programmazione artistica portata avanti in città con successo di pubblico e critica.

LONDRA: INCASSATI 235 MLN

Altro che obiettivo di 100 milioni di sterline! Il tour de force londinese di ottobre, dedicato all’arte Contemporanea ha incassato (tra Christie’s, Sotheby’s e Phillips) qualcosa come 184.416.675 pound, poco meno di 235 milioni di euro . Se poi calcoliamo i 44 capolavori della Essl Collection, battuti da Christie’s, il totale schizza a 231,2 milioni di sterline. La febbre del Contemporaneo è altissima. Sotheby’s, oltre a un’ Italian Sale storica (41,3 milioni) ha venduto per 28,2 milioni nella Evening.   Top price il vivente maestro informale Pierre Soulages (2.658.500). Da Christie’s la Evening ha registrato 5 record di super-emergenti (Joe Bradley, Rachel Whiteread, Toby Ziegler, Brent Wadden e Louis Eisner). Quattordici i lotti aggiudicati oltre 1 milione di sterline. Tre oltre i 2 milioni. E tre oltre i 4. Top price il cinquantenne Peter Doig (4.562.500). Secondo e terzo posto per Gerhard Richter (4.450.500) e Jean-Michel Basquiat con Love Dub for A (4.338.500). PISTOLETTO ITALIAN STYLE Nelle Day Sale, oltre alle opere minori degli italiani storici (tutte vendute), è salito molto Michelangelo Pistoletto con un multiplo del 1971 (Il bagno turco il cui esemplare 75/150 partito da 9 mila sui è fermato a 26.250 sterline. I due Blu di Marcello Lo Giudice presenti nelle vendite delle major e stimati 24-36 mila, hanno totalizzato 101.250 sterline. Da Phillips (che con le due prime aste nella nuova sede di 30 Berkeley Square ha incassato 20 milioni) il photographic print di Paola Pivi è stato battuto a 17.500 sterline. Ora, dopo le scintille londinesi, in attesa delle big auction di novembre a New York, i nostri appassionati e collezionisti possono rilassarsi con le aste italiane. Tra Roma, Genova, Firenze, Prato e Vercelli l’offerta è ricca e varia. Farsetti ( www.farsettiarte.it ) propone un catalogo importante, con una selezione di opere di interesse storico e artistico sull’onda dei segnali di ripresa del mercato dell’antiquariato. PISTOLETTO LUI E LEI Giovedì 30 e venerdì 31, il catalogo offre mobili e dipinti antichi. Tra questi si segnala una Flagellazione di Cristo di Luca Giordano (20-30 mila) e una Veduta di Roma dipinta nel 1855 da Ippolito Caffi (18-24 mila). Sabato toccherà ai dipinti e sculture del XIX e XX secolo. Tra le opere di macchiaioli, il grande L’Arno alle Cascine di Giovanni Fattori (280-350 mila).   A Firenze Pandolfini ( www.pandolfini.it ) festeggia i 90 anni di attività con una particolare vendita che presenta il meglio di ogni dipartimento. Molto interesse è già stato espresso dalla clientela straniera (anche musei) per un’importante collezione di maioliche rinascimentali, raccolte in un unico catalogo. Sempre sull’Arno,Bibelot ( www. maisonbibelot.com ) propone giovedì e venerdì gli arredi e i dipinti di Villa Pandolfi a Firenze. Il ricavato sarà devoluto all’Istituto Salesiano per le Missioni di Torino. FOTOGRAFIE A Genova l’appuntamento è doppio: con l’arte moderna e contemporanea, la fotografia e il design da Boetto ( www.asteboetto.it ) e con gli arredi, i dipinti antichi, del XIX e XX secolo da Cambi (www.cambiaste.com). La casa d’aste, con sede al Castello Mackenzie, propone quattro cataloghi da non perdere con stime allettanti.   MICHELANGELO PISTOLETTO Sono 1.800 i lotti di arredi e oggetti d’arte, circa 360 i dipinti dell’Ottocento e antichi con un grande Mercato veneziano dipinto da Stefano Novo (15-20 mila) e un ritratto attribuito a Bernardo Strozzi (35-40 mila). Da sabato 1 novembre inizieranno le otto sessioni che Meeting Art (www.meetingart.it) dedicherà, sino al 13, all’antiquariato (arredi e dipinti). Proprio sabato vengono offerti (lotti 109 e 110) due grandi Paesaggi verticali di Vittorio Amedeo Cignaroli, appartenuti a collezioni prestigiose e passati in asta da Christie’s nel 2002. Partono da 16 e 25 mila euro. Infine si segnalano, a partire da domani, le giornate di vendita delle romana Babuino (www.astebabuino.it) con opere d’arte e dipinti da collezioni romane, arredi arte cinese e asiatica argenti, gioielli e collezionismo. Insomma ce n’è per tutti i gusti e tasche.  

Takashi Murakami, a Milano con un occhio a Fukushima

Prima mostra del "bambino antico" giapponese in uno spazio pubblico italiano. Artista tra i più paradossali del nostro tempo, considerato uno delle grandi star del contemporaneo. Una selezione di lavori recenti, tra riferimenti fantascientifici e citazioni del recente passato del sui Paese. Nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, fino al 7 settembre Tele immense, coloratissime, che pullulano di curiosi personaggi, molti di loro hanno le sembianze di santoni e sono ritratti frontalmente, in grandi o piccole dimensioni, in preghiera o in contemplazione. Sono gli “Arhat”, nel buddismo persone perfette, prossime al nirvana, dipinti con cura certosina e molti aiuti, dal più celebre artista giapponese Takashi Murakami, e da oggi si possono ammirare nella sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano. In poche altre occasioni si è potuto vedere in Italia il lavoro di questo artista, amato per la grande energia del suo linguaggio pop, intriso di riferimenti ai Manga. E’ stato ospitato in passato dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e da Gogasian, suo gallerista, a Roma. Quindi, questa è una vera occasione per conoscere da vicino le sue preziose opere, che circuitano per i più importanti musei del mondo, e che di recente hanno occupato anche un tempio dell'arte classica, la Reggia di Versailles, che è stata Letteralmente invasa dalle sue A Milano Murakami presenta il ciclo di Arhat: oltre a quattro dipinti fino a oltre 10 di larghezza, alcune tele di dimensioni inferiori mostrano alcuni autoritrattidell’artista, che ama rappresentarsi in modo buffo con occhiali tondi, barbetta e capelli raccolti in codino, appoggiato su cumuli di teschi, assolutamente non inquietanti, o su ammassi di materia gassosa. Questi lavori sono nati dopo il disastro di Fukushima, che ha scosso in modo indelebile il Giappone: “E’ una grande e piccola mostra montata in tempo record che ci svela la mutazione di Murakami, dopo il 2011, in bambino antico - spiega il curatore Francesco Bonami - è incentrata sul tema dei disastri in Giappone, ed è allestita in uno spazio simbolico che parla dell'ineluttabilità del destino, un luogo bruciato durante la guerra e successivamente andato in rovina. Noi europei non siamo abituati a tener troppo conto del fato, e questa è un'esposizione dove i protagonisti sono dei monaci che vogliono aiutare gli uomini ad andare avanti nelle avversità». Il ciclo segna un reale cambiamento nell’arte di Murakami, da molti considerato il vero erede di Andy Warhol, capace di intendere la creatività anche in modo legato al mondo dell’industria e della finanza. Tra i rapporti con le grandi aziende, tra tutte memorabile fu l’operazione con Louis Vuitton che nel 2000, quando il direttore artistico era Marc Jacobs, gli chiese di reinterpretare il marchio. Murakami lo stampò con colori brillanti, in perfetto stile “Superflat”, elogio della superficie e del gusto pop. Nato a Tokyo nel 1962, con un curriculum di studi universitari anche nel campo della musica, ha fondato la Hiropon Factory, diventata poi Kaikai Kiki Co, che ha studi in Giappone e a New York, con centinaia di impiegati. In questi laboratori non si producono solo dipinti e sculture ma anche gadget, merchandising, grafiche e si affrontano progetti creativi articolati. Pur venendo dalla controcultura, non disdegna l’arte-brand, imponendo a ogni suo prodotto le leggi del copyright. A tal proposito, la mostra milanese, visitabile fino al 7 settembre, sarà accessibile anche attraverso il portale di moda e design yoox.

De Chirico, pubblicate 160 opere inedite

Tele sorprendenti come ''Il sognatore poetico'' del 1937, acquisita dall'Israel Museum di Gerusalemme. O lavori più tradizionali, come l'Autoritratto del 1934, emerso da una collezione privata. Autore geniale e prolifico, attivo per quasi tutto il Novecento, non finisce di stupire il grande Giorgio De Chirico. Tanto che a 36 anni dalla morte, avvenuta nel 1978, vengono alla luce - insieme agli innumerevoli falsi - anche 160 opere inedite o comunque sconosciute agli studi. La novità in un nuovo Catalogo generale il cui primo volume arriva in questi giorni nelle librerie per i tipi della Maretti Editore. E che si propone di portare a termine la catalogazione dell'imponente produzione del maestro ponendo allo stesso tempo un argine al fenomeno dei falsi che negli ultimi anni ha avuto un'ulteriore impennata. Introdotto da un saggio di Claudio Strinati, il volume - il primo di una serie di almeno 4 - raccoglie il frutto di anni di lavoro della Fondazione Giorgio e Isa De Chirico che ha tra le sue mission quella di ''cercare e catalogare le opere ritenute autentiche dal maestro'', oltre a gestire la casa museo di Piazza di Spagna e custodire un patrimonio di oltre 550 fra tele e disegni. Un'opera, spiega il presidente della Fondazione Paolo Picozza, che cerca di mettere un punto sulla sterminata produzione dell'inventore della Metafisica, 27 anni dopo la pubblicazione dello 'storico' Catalogo generale curato da Claudio Bruno Sakraischik (ormai introvabile) che era arrivato ad autenticare 2.600 quadri di De Chirico e che si era interrotto nel 1991 con la morte di Sakraischik. Raccolte in questo primo volume del Catalogo generale della Maretti ci sono 450 opere che datano dal 1912 al 1976 e che non erano comprese nel catalogo di Sakraischik. Di queste, 290 sono corredate di bibliografia (pubblicata in allegato) mentre altre 160 risultano allo stato inedite e pressoché sconosciute agli studi, come fa notare Strinati, ''anche se un certo numero di quadri che compaiono nel volume è apparso in aste o esposto in mostre con relativi cataloghi, a volte autorevoli, a volte marginali''. Nella sua lunga vita, De Chirico - fa il conto il presidente Picozza- ha prodotto qualcosa come 5 mila fra quadri e disegni. L'obiettivo della Fondazione, spiega, è di arrivare nel giro di qualche anno a mettere definitivamente ordine in questo mare magnum, catalogando e pubblicando le oltre duemila opere che mancavano nell'opera di Sakraischik e dandogli un ordine cronologico attendibile. Dopo quello appena pubblicato, un secondo tomo , con altre 450 opere, è quindi previsto per gennaio 2015, seguito da un terzo di eguale peso per la fine del 2015 e quindi da un quarto ''fino all'esaurimento del materiale raccolto''. Tutto questo per ''fornire agli studiosi e ai collezionisti un importante ed esaustivo strumento di consultazione, di confronto e di lavoro'' . Ma anche , sottolinea l'avvocato, ''per cercare di arginare il fenomeno sempre ricorrente dei falsi'' .

Philips chiude in bellezza la settimana di aste londinesi

Con la vendita di Phillips del 2 luglio si conclude la settimana londinese di aste di arte contemporanea: 9.9 milioni di sterline per i 27 lotti in catalogo, con alte percentuali di venduto pari al 95% per valore e 85% per lotto. A trionfare soprattutto artisti giovani come Wade Guyton, Tauba Auerbach, Lucien Smith, a cui si aggiunge anche un record per David Ostrowski. L’artista, classe 1981, era presente in catalogo con una tela del 2012 intitolata F (gee Voucher), venduta a £170.500 partendo da una stima di £30-50mila. L’unica opera che ha superato la soglia del milione di sterline è stato un Self-portrait di Andy Warhol battuto a £2.8 milioni. A seguire Rudolf Stingel con un’opera del 2012 battuta a £842.500, e quarta posizione per un joke painting di Richard Prince, My Life as a Weapon del 2007, venduto a £680.500. Ai primi lotti la Auerbach si aggiudica l’ottavo posto nella top ten della serata con un risultato di £386.500 per un’opera del 2012, Untitled (Fold), sopra la stima massima, così come Lucien Smith che polverizza le stime arrivando a £115.500 con Boys Don’t Cry. Un’opera di grandi dimensioni di Wade Guyton del 2007 trova un compratore per £602.500, mentre l’astrazione di Mark Flood – Mineral, del 2003 – sorpassa le aspettative arrivando a £86.500. Nella scultura, Anish Kapoor con Untitled del 2008 raggiunge la stima massima a £812.500; e molto bene anche Anthony Gormley con Domain XI (Freefall) del 2000, venduta a £182.500.

Milano. A Palazzo Reale una mostra su Mimmo Rotella

Mimmo Rotella. Décollages e retro d’affiches”, si chiama così la mostra dedicata a una delle personalità più rappresentative e influenti dell’arte italiana del secolo scorso, ospiatata a Milano a Palazzo Reale. Curata da Germano Celant, promossa e prodotta da Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale, Mimmo Rotella Institute e Fondazione Mimmo Rotella, sarà visitabile fino al 31 agosto.

New York, Christie's incassa 745 milioni di dollari: mai così tanto nella storia

New York, Christie's incassa 745 milioni di dollari: mai così tanto nella storia L’Evening sale di arte contemporanea di ieri ha infranto il record per un’asta di arte. Il trittico di Bacon (80 milioni) parte per l’Asia New York. Il 13 maggio 2014 è una data da ricordare per il mercato dell’arte: l’Evening sale di Christie’s di arte del dopoguerra e contemporanea ha incassato 744,9 milioni di dollari (543,7 milioni di euro), il più alto totale mai registrato per un’asta nella storia del mercato dell’arte. Il precedente era di 691,6 milioni di dollari, fatto registrare sempre da Christie’s lo scorso novembre. Dei 72 lotti offerti, 68 hanno cambiato titolare. I dati percentuali del venduto sono del 94% per numero di lotti e del 98% per ammontare. Nella lista dei dieci prezzi più alti, a un primo colpo d’occhio colpisce il fatto che i primi quattro sono superiori ai 50 milioni di dollari e che i primi nove sono superiori ai 25. Infinedei dieci lotti più cari cinque sono stati comprati da clienti collegati al telefono con la specialista di Christie’s Xin Li, vicepresidente di Christie’s Asia. La cifra più alta della serata è stata fatta registrare da Barnett Newman, che con 84,16 milioni di dollari (61,4 milioni di euro) ha raddoppiato il proprio record. L’opera oggetto del contendere («Black fire I», olio su tela del 1961 di 289,5x213,3 cm), qui con stima a richiesta, era stata acquistata dall’attuale venditore nel 1975 alla Mayor Gallery di Londra e aveva in catalogo una nutritissima bibliografia e un corposo curriculum espositivo. Al secondo posto si è classificato il trittico di Francis Bacon «Three studies for a portrait of John Edwards», 1984, olio su tre tele di 198,3x148 cm ciascuna, aggiudicato a un acquirente asiatico a 80,8 milioni di dollari (circa 59 milioni di euro), più o meno l’ammontare della valutazione non pubblicata. Scendendo nella classifica dei prezzi, un’opera senza titolo di Mark Rothko è stata battuta fino a 66,2 milioni di dollari (48,3 milioni di euro), mentre «Race riot», acrilico e serigrafia su tela in quattro parti di Andy Warhol del 1964, è stato comprato a 62,88 milioni di dollari (in euro, 45,9 milioni) da Larry Gagosian, che ha anche comprato a 23,68 milioni di dollari (17,3 milioni di euro) «If you», uno smalto di alluminio del 1992 di Christopher Wool. Sono stati battuti, secondo i comunicati di Christie’s, 10 record d’asta. All’evento sono stati visti oltre a Gagosian il collezionista Eli Broad, lo stilista Marc Jacobs, il manager di fondi ad alto rischio Andrew Saul e l’investitore immobiliare Mark Fisch. L’altro ieri, il 12 maggio, Christie’s ha tenuto una prima vendita di arte contemporanea assemblata da un giovane curatore di 33 anni, Loïc Gouzer. L’asta aveva un titolo tratto da un’opera di Richard Prince, «If I live I’ll see you Tuesday». I 34 lotti venduti (su 35 in totale) hanno generato un incasso di 134,6 milioni di dollari (o 98,2 milioni di euro) e percentuali di venduto del 97% per numero di lotti e del 99,5% per ammontare; top lot della vendita, a 18,6 milioni di dollari (o 13,6 milioni di euro, contro 9-12 milioni di dollari di stima), è stato un olio su tela senza titolo del 1988 di Martin Kippenberger, che ha così battuto il proprio record. Oltre a Kippenberger, hanno fatto registrare il proprio prezzo più alto di sempre altri 13 artisti.

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