Il 14 dicembre 2025 ha aperto ufficialmente al pubblico la Collezione Permanente del
“Bianco Lombardo” dedicata ad Antonio Pedretti a Villa Borghi di Biandronno. Un
appuntamento atteso che restituisce al territorio varesino uno dei suoi interpreti più
intensi e riconoscibili. Quest’occasione la possiamo considerare un’evento più unico che
raro, considerando quanto sia speciale l’apertura di uno spazio museale dedicato ad
un’artista ancora vivente.
Nato il 2 febbraio 1950 a Gavirate, Pedretti si forma alla scuola di pittura del Castello
Sforzesco e prosegue gli studi all’Accademia di Brera, che lascia nel 1972 per seguire una
ricerca personale già ben delineata. Precocissimo, a soli sedici anni organizza una mostra
personale alla Galleria Ca’ Vegia di Varese: paesaggi lacustri, casolari, fiori e acque ferme,
stesi a spatola con una materia pittorica vibrante, profondamente legata alla sua terra
d’origine.
Negli anni successivi partecipa a importanti collettive, tra cui il Premio Nazionale Varese
Arte, e nel 1970 presenta alla Galleria Ghiggini una serie di nudi influenzati da De Pisis e
Bonnard, accanto a paesaggi siciliani carichi di luce e tensione emotiva. La critica ne
riconosce presto la forza tecnica ed espressiva: Gian Franco Maffina sottolinea la sua
capacità di tradurre in pittura la reazione emotiva al paesaggio, mentre nel 1972, alla
Galerie L’Angle Aigu di Bruxelles, riceve apprezzamenti anche da Renato Guttuso per
l’impegno e la qualità del suo lavoro.
Il “Bianco Lombardo” – cifra stilistica che ha reso Pedretti inconfondibile – diventa nel
tempo una poetica: un bianco non neutro ma vivo, stratificato, capace di evocare silenzi,
nebbie, architetture e memorie del Nord. La nuova collezione permanente a Villa Borghi
raccoglie opere emblematiche del suo percorso, offrendo al pubblico un viaggio coerente
nella sua evoluzione artistica.
L’apertura del 14 dicembre 2025 non è solo un evento espositivo, ma un atto di
valorizzazione culturale per l’intero territorio. Villa Borghi diventa così il luogo dove la
ricerca di Pedretti trova una dimora stabile, in dialogo con il paesaggio che lo ha ispirato
fin dagli esordi.
Un’occasione per scoprire un artista che ha saputo trasformare la luce lombarda in
materia pittorica, e per celebrare una storia d’arte che continua a parlare al presente.


