Scuola napoletana - Conversione di San Paolo
Scuola napoletana - Conversione di San Paolo
SKU:PCIR001
Olio, 136 x 98 cm
Bonifico bancario
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Caratteristiche
Caratteristiche
Certificato: Si
Formato: Grande (oltre 100cm)
Orientamento: Orizzontale
Soggetto: Altro
Supporto: Tela
Soggetto: Altro
Descrizione dell'opera
Descrizione dell'opera
L’opera è corredata da una perizia stilata dal Fine Art Advisor Angelo Ottaviani con scheda conservativa redatta da Gianni Pierbattisti. Rappresenta una Conversione di San Paolo, uno degli episodi salienti della vita del Santo. L’episodio viene narrato negli Atti degli Apostoli (22, 3-16), intorno all’ora di mezzogiorno una luce sfolgorante appare nel cielo. Paolo viene scaraventato a terra e allo stesso tempo sente la voce del Signore che gli chiede: Saulo Saulo, perché mi perseguiti? Paolo (il cui nome era Saulo prima della conversione) perde la vista e deve arrivare a Damasco guidato dai compagni. Il cavallo, oggi elemento iconografico essenziale che ci aiuta a decifrare la storia, in realtà è un’aggiunta successiva non menzionata nelle fonti. Paolo, cittadino romano, era guidato da una certezza assoluta, che non vacillava nemmeno davanti al martirio di santo Stefano. L’incontro con Cristo infrange questa sicurezza, il cavaliere, solitamente raffigurato fiero a cavallo, è disarcionato e a terra, segno di una caduta insieme fisica e spirituale. Arrivato a Damasco trascorre tre giorni in orazione e digiuno. Il terzo giorno il prete Anania lo battezza e gli ridona la vista, da lì in poi il percorso di Paolo cambia totalmente.
Ottaviani colloca il dipinto nella prima metà del Settecento. Propone l’attribuzione ad uno degli allievi di Nicola Viso.
Spedizione e resi
Spedizione e resi
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