Gianbecchina - Volti
Gianbecchina - Volti
SKU:MBOS007
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Caratteristiche
Caratteristiche
Formato: Medio (40-100cm)
Orientamento: Verticale
Descrizione dell'opera
Descrizione dell'opera
La fascinazione per la rappresentazione dell’amore ha da sempre fatto parte storia dell’arte. In questa litografia, l’artista siculo Gianbecchina si diletta nella rappresentazione di due volti avvolti dalla natura, come in un bosco, dove si vedono fiori e piante. Le figure in primo piano, due giovani intenti a scambiarsi un bacio d’amore si trovano al centro della grafica creando un momento intimo e di dolcezza. L’autore si serve della grafica d’arte, in questo caso della litografia. Questo significa che l’opera è basata su una matrice che permette più riproduzioni dello stesso soggetto. Ci sono varie tipologie di grafica, la xilografia l’acquatinta e l’acquaforte, la serigrafia e molte altre ancora, come appunto la litografia. Tutte queste tecniche non sono semplici stampe, ma delle grafiche d’arte nate grazie all’intervento diretto della mano dell’artista. La parola litografia deriva dal greco e significa letteralmente “scrivere su pietra”. L’artista, su una pietra appositamente preparata, inizia a tracciare un disegno con una penna grassa. Questo disegno deve essere speculare rispetto a ciò che egli vuole rappresentare. Al torchio quindi la carta assorbe solo l’inchiostro depositato precedentemente sul disegno. Proprio perché questa tecnica dà grande libertà al pittore è la più simile ad un disegno vero e proprio. Grazie a più strati si possono creare litografie di vari colori, ogni colore necessità un passaggio al torchio a sé stante, come nel caso del pittore Gianbecchina. Lo stile del pittore siciliano ci appare limpido e dai timbri accesi. Il legame dell’uomo con la natura è un tema che per il pittore diventa centrale nella sua vita artistica, cercando di ricreare, attraverso l’arte, quel misterioso legame intimo che avviene tra la storia della natura e le vicende umane. Gianbecchina a livello stilistico si fa portavoce di un mondo, quello siciliano, in cui si è ancora molto indietro a livello economico e sociale. Attraverso la lettura formale dell’opera d’arte questo diventa messaggio di speranza. Sul piano stilistico la grafica si presenta ben equilibrata in tutti i suoi punti, registrando variazioni coloristiche su due toni, rosa e verde, centrando le due figure e creando una composizione a più registri. Il disegno è quasi naif nei suoi tratti semplicistici ma dall’immediata comprensione. Giovanni Becchina, in arte Gianbecchina, nasce a Sambuca di Sicilia (Agrigento) e muore a Palermo nel 2001. Riceve i rudimenti della tecnica pittorica presso un decoratore a Sambuca di Sicilia per la pittura di case patrizie. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Palermo e durante gli anni Trenta si unisce ad un gruppo di artisti, tra cui Renato Guttuso, Giovanni Barbera e Lia Pasqualino Noto. Lo vediamo esporre preso la Biennale di Venezia del 1938. Milano diventa una città importante nella sua formazione artistica poiché poté ricongiungersi con molti artisti siciliani, collaborando con periodici e gallerie. Nel 1954 partecipa con La zolfara alla Biennale di Venezia e vince il premio "Bevilacqua-La Masa". Negli anni successivi il suo successo come pittore lo porta ad esporre in Italia e all’estero conseguendo numerosi premi. La pittura di Becchina si arricchisce anche di ulteriori produzioni artistiche come le grafiche d’arte dalla litografia fino alle incisioni. Le sue opere si trovano presso gallerie e collezioni pubbliche e private.
Spedizione e resi
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