Biografia
Via Lubiana 46 – 61020 - Montegaudio - (Pesaro) Italia – Europa Cell. 0039 3534358008 www.gabrieldegaudi.com - mail: info@gabrieldegaudi.it – giorgi.gi53@gmail.com - facebook.: Gabriel de Gaudi - you tube : Gabriel de Gaudi – instagram – gabrieldegaudi8778 biografia Il mio nome d’arte, Gabriel de Gaudi, è un omaggio al mio paese di nascita: Montegaudio di Pesaro. Sin dall’inizio della mia vita mi sono sempre sentito un creativo, a partire dal periodo scolastico quando i miei aereoplanini di carta decorati erano contesi dai miei compagni, fino all’età giovanile quando mi esprimevo nella decorazione delle mie motociclette. Dopo essermi laureato in Geologia, in verità più per acconsentire a un desiderio di mio padre, sul finire degli anni ‘80 mi sono finalmente diplomato all'Accademia di Belle Arti di Urbino, realizzando il mio desiderio primordiale. In quel momento è cominciato il mio percorso artistico. Inizialmente, cercando di orchestrare il mio modo di creare opere, mi perdevo in ipotesi astratte e filosofiche, poi finalmente capii che fare arte significava far emergere il vero me stesso, ovvero trovare l’esatta simbiosi tra il proprio modo di operare e il proprio pensiero, cercando di non tradirsi mai. Da allora fino alla fine degli anni ‘80 ho partecipato a tre edizioni del Progetto Borderline curato dal critico Andrea del Guercio, presso il Conventino di Monteciccardo. Questo ciclo di mostre è stata la mia prima importante pietra, sia per i lavori che ho fatto, sia per il confronto con importanti artisti, ed è stata un'esperienza anche umana, in cui ho capito la mia vera missione. Ho capito che essere un artista è come essere un eremita, uno che dedica tutta la sua vita a questo, perché l’arte ti brucia dentro, non ti fa dormire, ti porta via il pensiero continuamente e non ne puoi fare a meno. Ho avuto allora la conferma che la prima grande opera di un artista è quella di riuscire a tirare fuori la sua vera natura. Sul finire degli anni ‘90 mi sono trasferito nel mio attuale studio a Montegaudio, nel quale tutt’ora ogni giorno incontro me stesso. Per lungo tempo quegli incontri sono stati troppo brevi, tanto che talvolta le idee mi sfuggivano, perché nell’arte non conta tanto la realizzazione dell’idea ma il momento esatto in cui l’idea nasce, il suo colore in quel preciso momento. È stato allora che ho iniziato ad usare il mezzo della scrittura per fissare i miei pensieri, per non perderne nessun frangente, come se l’idea fosse poesia in movimento. In seguito ho incontrato diversi critici, curatori di mostre ed editori, ho tenuto mostre in Europa e ho collocato sculture stabili in spazi pubblici e in gallerie private. Tutti i testi critici sono leggibili nei miei cataloghi, realizzati dalla casa editrice Edimond poi Luoghi interiori di Città di Castello. Nei primi anni 2000 ho svolto molta attività in Germania, realizzando alcune mostre nella Galleria Van der Koelen di Mainz e Ludwigshafen. Dopo l’incontro con il critico Elmar Zorn, ho allestito mostre ed opere a Munchen, Colonia, Manheim, Dusseldorf e altre città, con le presentazioni di Dieter Ronte, direttore del Museo d’arte contemporanea di Bonn (2001) di David Galloway (2010) e Pierre Restany (2001); i loro testi sono leggibili nel mio sito www.gabrieldegaudi.com. Resterò sempre qui, fino alla fine, perché un artista è sempre in lotta con la propria persona, con gli altri, con le opere...un artista rincorre la genesi delle proprie idee, deve cercare di essere promotore di sé stesso, perdersi e poi risorgere inseguendo il vento, per poi placarsi in cima ad una foglia. In questi ultimissimi anni, in cui le mostre si tengono anche online, ho preso parte a due mostre internazionali: Covimetry curata da Mark Starel presso la galleria BWA di Ostrowiec in Polonia nel dicembre 2020, e Le Ali della Libertà, nel 2021, presso l’istituto Cervantes a S. Paolo del Brasile, a cura di Dalva Bertelli e Fernando Durao. Nel 2023 si sono svolte alcune mostre legate al movimento Astractura – Napoli ideato dal critico Rosario Pinto, e ho iniziato una collaborazione con la galleria Bos fine art che perdura ancora oggi. Durante l’ultimo anno 2024 ho esposto a New York, nella galleria Atlantic -This is the future of non-objective Art e a di Pesaro Capitale italiana della cultura (anno 2024) con due mostre in contemporanea “Ruvide Armonie” . Sono un artista eclettico, che non si ripete. Nelle mie opere quello che conta è l’idea e mi affido al mezzo espressivo che ritengo essere il migliore a darle voce, perciò, i mezzi espressivi vanno dalla scultura alla pittura e anche fotografia e video.

