Biografia
Tiziana Bovenzi si avvicina all’arte in giovane età come autodidatta, affiancando allo studio del pianoforte una precoce e intensa pratica pittorica. La sua formazione si arricchisce grazie all’incontro con Anna Lotti, da cui apprende la tecnica dell’ipercromatismo, fondata sull’accostamento diretto di colore puro a colore puro. Da questa esperienza prende avvio un percorso autonomo che evolve progressivamente dal realismo verso una pittura astratta ed espressionista.
Il colore diventa il centro della sua ricerca: brillante, saturo, materico, applicato con pennellate energiche, spatolate e talvolta con l’uso diretto delle mani, in un rapporto fisico e viscerale con la tela. Predilige la pittura a olio, affiancata negli ultimi anni dall’acrilico, sperimentando superfici grezze e inserti materici come carte o frammenti ceramici. I suoi paesaggi astratti non rappresentano luoghi reali, ma evocano forze interiori, emozioni e stati dell’anima, dove gesto, movimento e stratificazione cromatica costruiscono spazi intensi e dinamici. Il nero, elemento ricorrente, funge da linea conduttrice e struttura compositiva, separando e guidando lo sguardo.
Il colore diventa il centro della sua ricerca: brillante, saturo, materico, applicato con pennellate energiche, spatolate e talvolta con l’uso diretto delle mani, in un rapporto fisico e viscerale con la tela. Predilige la pittura a olio, affiancata negli ultimi anni dall’acrilico, sperimentando superfici grezze e inserti materici come carte o frammenti ceramici. I suoi paesaggi astratti non rappresentano luoghi reali, ma evocano forze interiori, emozioni e stati dell’anima, dove gesto, movimento e stratificazione cromatica costruiscono spazi intensi e dinamici. Il nero, elemento ricorrente, funge da linea conduttrice e struttura compositiva, separando e guidando lo sguardo.

