Biography
Patrizia Della Valle intraprende giovanissima il suo percorso artistico. A soli 15 anni, sotto la guida dell’acquerellista Renato Parrini, inizia a dipingere en plein air nelle campagne fiorentine, sviluppando un’intensa passione per l’acquerello e il paesaggio. Due anni dopo, prosegue il suo apprendistato nello studio del pittore surrealista Mario D’Elia, dove si dedica alla pittura a olio e allo studio realistico della figura umana e animale, assimilando una tecnica rigorosa che col tempo ha personalizzato. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti, guidata dal Prof. Goffredo Trovarelli, lavora con il cesellatore Oretto Cipriani, apprendendo l’antica tecnica dello sbalzo su rame. Entra poi nello studio di animazione STUDIO4, dove amplia ulteriormente le sue competenze. Nel 1983 inizia una collaborazione determinante con lo studio Achantus del Maestro Sergio Manunta, specializzato in miniature su avorio: qui affina una pittura estremamente precisa e luminosa, che diverrà la base del suo attuale stile iperrealista: un realismo attraversato da elementi poetici, dove il dettaglio si carica di significato simbolico. Nel 1985 inizia l’attività di insegnamento, conseguendo le abilitazioni in discipline pittoriche e artistiche. L’impegno scolastico le consente di proseguire il suo percorso artigianale, specializzandosi nella preparazione delle tavole e nella doratura con tecniche rinascimentali apprese da un anziano intagliatore. Da allora predilige dipingere su tavola, preparata con colla di coniglio e gesso di Bologna, realizzando opere ad olio. Tra i suoi temi ricorrenti vi sono la maternità, il legame tra madre e figlio, l’infanzia, gli animali; in particolare i gatti, spesso presenze simboliche che collegano la realtà al sogno. I suoi ritratti non si limitano alla somiglianza, ma cercano l’essenza del soggetto, lasciandosi ispirare dalla personalità e dal carattere. I colori sono scelti con attenzione, mai predefiniti, ma nati dall’ascolto del volto e della scena. Ama sperimentare tecniche diverse: acquerello, matite colorate, acrilico, biro; ma resta la tavola preparata il suo supporto preferito. Tra le sue serie più interessanti si segnalano i ritratti di artigiani di mestieri antichi e in via di scomparsa come il mascheraio, il doratore, il liutaio; figure che l’artista ritrae come custodi di saperi preziosi, da preservare attraverso l’arte. Un altro ciclo è ispirato alla musica e alla danza, con ritratti di ballerine e musicisti che celebrano l’armonia del gesto e l’intensità dell’espressione. Nel corso della sua carriera, Patrizia Della Valle ha esposto in numerose mostre personali e collettive in tutta Italia, ricevendo importanti premi: dal Primo Premio Nazionale “Bambin Gesù” nel 1968, ai riconoscimenti della Galleria GADA56 negli anni ’80, fino all’inserimento delle sue opere in collezioni pubbliche come la Basilica di San Francesco a Siena, Villa Caruso e la Pinacoteca del Comune di Sorano. Ha partecipato a eventi di rilievo come la Biennale di Venezia (2017) e nel 2019 ha ricevuto il Trofeo “Maestri d’Italia” alla carriera. Negli ultimi anni ha continuato a lavorare con intensità, ricevendo nuove commissioni e partecipando a esposizioni selezionate. Alcune opere, come Il Mascheraio, sono entrate a far parte di prestigiose raccolte istituzionali, come quella del Palazzo della Regione Toscana. Il suo lavoro continua a intrecciare tecnica e poesia, memoria e visione.

