Biografia
Annarita Taddei coltiva la creatività fin da bambina, in una famiglia dove il disegno era una presenza quotidiana: il padre amava scarabocchiare e lo zio, pittore locale, realizzava quadri che lei osservava con meraviglia. Dopo trent’anni nel commercio come responsabile di front-office in una concessionaria Fiat, quando inizia a trascorrere più tempo a casa, riscopre la sua vocazione artistica. Inizia a dipingere per riempire il tempo libero e dare spazio all’immaginazione. Oggi crea quadri e opere tridimensionali prediligendo materiali di recupero, isolanti, spezie, vecchi tubetti di colore, spugne, carta, carbone, stucco acrilico e tutto ciò che potrebbe avere una seconda vita. Non ha uno stile fisso: segue l’istinto, attraversa periodi, smonta e ricostruisce. Ama partire dal fondo, stratificare, cambiare mentre dipinge, cercando equilibri morbidi e transizioni di colore. Il riuso diventa linguaggio visivo e messaggio etico: dare nuova vita a ciò che verrebbe scartato. Non ha uno stile fisso, ma si lascia guidare dall’istinto e dalle emozioni del momento, passando dal figurativo all’astratto, dal materico al decorativo ed è proprio questa la sua forza. Dai quadri nascono sorpresa, colore e un invito a guardare con occhi nuovi gli oggetti dimenticati. Tra le sue opere troviamo vulcani materici, nature morte cromatiche, figure su sfondi vibranti, “mele” texturizzate nate da materiali domestici, e lavori che hanno attirato l’interesse di un pubblico internazionale tramite i social, dagli Stati Uniti alla Germania. Taddei crede nel valore del recupero: ridare vita alle cose è il suo messaggio artistico. Non ama le copie, non lavora su ordinazione, ogni quadro è un incontro unico e irripetibile, guidato dal momento e dalla libertà creativa. Oggi si affaccia al mondo dell’arte con la stessa passione con cui ha affrontato ogni cambiamento della sua vita: con cura, curiosità e il desiderio di lasciare un’emozione sincera in chi guarda le sue opere.

