{"title":"Quadri da collezionare","description":"","products":[{"product_id":"attese","title":"\"Attese\"","description":"\u003cp\u003eLa tela viene visualizzata come una porta temporale dove si insinua la tridimensionalità dello spazio data dal gesso e la lucentezza data dalla stesura di resina epossidica a copertura parziale della tela.\u003cbr\u003e\nIspirata alle \"Attese\" di Lucio Fontana, i tagli sulla tela vengono reinterpretati con la stesura del gesso, ma il significato non cambia.\u003c\/p\u003e","brand":"Claudia Gota","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56203707253122,"sku":"112621","price":810.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/20241217_200004_1.jpg?v=1768319994"},{"product_id":"alberto-burri-casa-campagna","title":"Alberto Burri - Casa in campagna","description":"","brand":"Zoppi Ramona","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56210533548418,"sku":"RZOP001","price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/djn.jpg?v=1768390873"},{"product_id":"mario-schifano-crocera-verso-linfinito","title":"Mario Schifano - Crocera verso l'infinito","description":"","brand":"Valverde Estrada Xavier Jacinto abbassata a 800\/1000","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56210675630466,"sku":"XVAL001","price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/FullSizeRender-2-1.jpg?v=1768392116"},{"product_id":"mario-schifano-emulsionata","title":"Mario Schifano - Emulsionata","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003ca href=\"http:\/\/www.marioschifano.it\/\"\u003eMario Schifano\u003c\/a\u003e nasce a Homs in Libia il 20 settembre 1934. I suoi debutti sono nell'ambito della cultura informale con tele ad alto spessore materico. Con opere di questo genere inaugura la sua prima personale nel 1959 alla Galleria Appia Antica di Roma. E' comunque in occasione della mostra del 1960 alla Galleria La Salita in compagnia di Angeli, Festa, Lo Savio e Uncini, che la critica comincia a interessarsi del suo lavoro. Abbandonata l'esperienza informale, ora dipinge quadri monocromi, grandi carte incollate su tela e ricoperte di un solo colore, tattile, superficiale, sgocciolante. Il dipinto diventa \"schermo\", punto di partenza, spazio di un evento negato in cui, qualche anno dopo, affioreranno cifre, lettere, frammenti segnici della civiltà consumistica, quali il marchio della Esso e della Coca-Cola.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eNel 1962 Schifano è negli Stati Uniti; conosce da vicino la Pop Art, resta colpito dall'opera di Dine e Kline ed espone alla Sidney Janis Gallery di New York nella mostra The New Realist. Nel 1964 viene per la prima volta invitato alla Biennale di Venezia. L'artista opera ora per cicli tematici: i paesaggi anemici, la rivisitazione della storia dell'arte con i lavori dedicati al Futurismo. E'attratto dalle immagini prelevabili dai mezzi di comunicazione di massa e quindi patrimoni della collettività. Si occupano di questa fase del lavoro di Schifano tanto critici attenti, come Maurizio Calvesi, Maurizio Fagiolo e Alberto Boatto, quanto scrittori illustri, quali Alberto Moravia e Goffredo Parise. Allo Studio Marconi presenta nel 1967 il lungometraggio Anna Carini vista in agosto dalle farfalle, cui farà seguito la trilogia di film composta da Satellite, Umano non umano, Trapianto, consunzione e morte di Franco Brocani. Le sue prime esperienze cinematografiche, portate avanti parallelamente a quelle pittoriche, risalgono comunque al 1964 e da queste subito si evince l'attenzione critica che l'artista presta all'ininterrotto flusso di immagini prodotto dalla nostra civiltà tecnologica in cui il reale viene sempre sostituito dal suo \"doppio\", sia esso fotografico o televisivo o cinematografico.  E' presente alle edizioni del 1982 e del 1984 della Biennale di Venezia.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eL'attenzione per il naturale caratterizza tutta l'attuale ricerca di Schifano: paesaggi, gigli d'acqua, campi di grano, movimenti del mare, distese di sabbia sono ricreati, reinventati, filtrati attraverso ricordi, pulsioni, sensazioni, affioramenti del profondo, sequenze di immagini veicolate da apparecchi televisivi, dalla pubblicità, dai rotocalchi, e si configurano pertanto come geografie della memoria. Nel 1990 il Palazzo delle Esposizioni di Roma, in occasione della sua riapertura, gli dedica una rassegna intitolata \"Divulgare\", con opere di grande formato realizzate per l'occasione. Nel 1996 Schifano rende un omaggio alla sua Musa ausiliaria, ovvero alla televisione, intesa quale flusso continuo di immagini in grado di strutturarsi come vera e unica realtà totalizzante della nostra epoca. Se alla fine degli anni Sessanta si limitava a estrapolare dai programmi televisivi dei singoli fotogrammi e a proiettarli decontestualizzati sulla tela, ora, invece, interviene sulle immagini pittoricamente, mutandone ulteriormente il senso.\u003c\/p\u003e","brand":"Rotondi Corrado 35000 abbassata 12000€","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56210683527554,"sku":"CROT005","price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/Schifano.jpg?v=1768392165"},{"product_id":"mimmo-rotella-calze-rete","title":"Mimmo Rotella - Calze a rete","description":"","brand":"Scarpellini Enrico","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56211262570882,"sku":"ESCA001","price":3360.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/Calze-a-rete-33x23-2004-9-50.jpg?v=1768398461"},{"product_id":"mimmo-rotella-amore-alto-mare","title":"Mimmo Rotella - Amore in alto mare","description":"\u003cp\u003eL'opera utilizza la tecnica del Decollage, utilizzata da vari artisti fin dagli anni '50 del '900 che prevede la sovrapposizione su diversi strati di manifesti o locandine, i quali poi vengono progressivamente strappati. Tale tecnica va sicuramente ricondotta alle poetiche dell'oggetto, nell'uso di scarti della società dei consumi, all'interesse per i mezzi di comunicazione di massa tipico della Pop Art, nonchè ad una gestualità artistica, nel momento in cui l'artista interviene strappando i manifesti.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eL'opera fa parte della famosa serie dei decollage realizzati da Mimmo Rotella. L'oggetto, in questo caso dei manifesti sovrapposti, viene riconfigurato dall'artista attraverso il gesto dello strappo. Tale pratica non fa altro che introdurre in modo diretto, repentino, l'accidentalità del reale sull'opera d'arte, che in questo modo prende un nuovo significato. Gli strappi, che imitano l'azione del tempo sui manifesti o quella delle intemperie, trasferiscono l'opera da una dimensione astratta a quella concreta dell'esistere.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eMimmo Rotella (Catanzaro 1918-Milano 2006) fu un artista molto impegnato nella sperimentazione dei nuovi linguaggi della seconda metà del XX secolo. Dopo alcune sperimentazioni sulla poesia fonetica nel 1954 elaborò i suoi primi decollage. A Parigi partecipò all'esperienza del Noveau Rèalisme ed il suo interesse alle poetiche dei processi meccanici si esplicò anche con la realizzazione della Mec-art, ovvero processi di trascizione seriale dell'immagine.\u003c\/p\u003e","brand":"Ferrara Mario 21000","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56211536150914,"sku":"MFER003","price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/IMG_3270-copia.jpg?v=1768400333"},{"product_id":"mario-schifano-case","title":"Mario Schifano - Case","description":"","brand":"Mazzarra Guido abbassata da 2200 a 1500€","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56211681018242,"sku":"GMAZ002","price":2200.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/20180131_102106_001.jpg?v=1768401435"},{"product_id":"mimmo-rotella-a-qualcuno-piace-caldo-2","title":"Mimmo Rotella - A qualcuno piace caldo","description":"","brand":"Cellai Alessandro","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56212023050626,"sku":"ACEL002","price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/IMG_9888-copia.jpg?v=1768402998"},{"product_id":"mimmo-rotella-cera-una-volta-2","title":"Mimmo Rotella - C'era una volta","description":"","brand":"Cellai Alessandro","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56212023116162,"sku":null,"price":6000.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/IMG_9881-copia.jpg?v=1768403001"},{"product_id":"mimmo-rotella-chanel-n-5","title":"Mimmo Rotella - Chanel N. 5","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eL'opera è stata ideata con la tecnica del  Decollage, utilizzata da vari artisti fin dagli anni '50 del '900, che prevede la sovrapposizione su diversi strati di manifesti o locandine, i quali poi vengono progressivamente strappati. Tale tecnica va sicuramente ricondotta innanzitutto alle poetiche dell'oggetto, poichè prevede l'uso di scarti della società dei consumi,ma anche all'interesse per i mezzi di comunicazione di massa tipico della Pop Art, nonchè ad una gestualità artistica, nel momento in cui l'artista interviene strappando i manifesti.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eL'opera fa parte della famosa serie dei decollage realizzati da Mimmo Rotella. L'oggetto, costituito dai manifesti sovrapposti, viene riconfigurato dall'artista attraverso il gesto dello strappo. Tale pratica non fa altro che introdurre in modo diretto, repentino, l'accidentalità del reale sull'opera d'arte, che in questo modo prende un nuovo significato. Gli strappi, che imitano l'azione del tempo sui manifesti o quella delle intemperie, trasferiscono l'opera da una dimensione astratta a quella concreta dell'esistere.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eMimmo Rotella (Catanzaro 1918-Milano 2006)  fu un artista molto impegnato nella sperimentazione dei nuovi linguaggi della seconda metà del XX secolo. Dopo alcune sperimentazioni sulla poesia fonetica nel 1954 elaborò i suoi primi decollage. A Parigi partecipò all'esperienza del Noveau Rèalisme ed il suo interesse alle poetiche dei processi meccanici si esplicò anche con la realizzazione della Mec-art, ovvero processi di trascrizione seriale dell'immagine.\u003c\/p\u003e","brand":"Frigo Maria","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56212684308866,"sku":"MFRI003","price":3500.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/marilyn-chanel-5.jpg?v=1768406458"},{"product_id":"mario-schifano-esso","title":"Mario Schifano - Esso","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eL'opera si rifà ad un'estetica pop nell'uso di elementi segnici e nella loro ripetizione seriale. La Pop-Art nasce negli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo come interesse\/critica, da parte degli artisti, verso la contemporanea “società dei consumi”. Tutte le espressioni della Pop-Art presuppongono una sorta di doppio legame con il mondo del consumismo e dei mass-media. Da una parte è l’opera d’arte che si abbassa a mero prodotto di consumo, grazie all’uso del linguaggio pubblicitario nelle opere e alla loro riproduzione seriale grazie a procedimenti meccanici. Dall’altra sono proprio le immagini pubblicitarie e i beni di consumo a diventare essi stessi opere d’arte, in quanto espressione più genuina e veritiera della nuova società.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eSi tratta di un'opera emblematica della produzione Pop di Mario Schifano ma mostra anche delle connessioni con le poetiche dell'oggetto portate in auge dalle correnti New Dada e Noveau Rèalisme. Infatti il procedimento consiste nella raffigurazione di un'immagine\/oggetto di uso quotidiano, massificato. L'immagine, in questo caso l'insegna di una compagnia petrolifera, viene riportata in modo meccanico, stereotipato, ma viene sporcata dal pittoricismo di Schifano, attraverso una tecnica che tiene conto della gestualità dell'Espressionismo Astratto. Il colore interferisce con l'oggetto creando tensione emozionale anche grazie all'uso del dripping che fa colare il colore al di fuori sull'immagine.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eMario Schifano fu un artista romano nato nel 1934 ad Homs in Libia. Fu il principale esponente della Scuola di Piazza del Popolo. Si tratta di un gruppo di pittori che si riuniva al Caffè Rosati ed era accomunato da un linguaggio artistico che si rifaceva alla Pop Art ma secondo una nuova sensibilità che risentiva anche delle sperimentazioni dell'Espressionismo Astratto Americano. E' spiccatamente Pop l'uso di simboli della società dei consumi, ripetuto in maniera seriale, ma la loro interpretazione pittorica, sporca o materica o con tecniche gestuali come il dripping, ne dà una nuova visione e una diversa riconfigurazione. Mario Schifano è scomparso a Roma nel 1998.\u003c\/p\u003e","brand":"Savegnago Piergiorgio 500€","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56212950155650,"sku":"PSAV013","price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/schifano-1-2.jpg?v=1768407815"},{"product_id":"mario-schifano-coca-cola-2","title":"Mario Schifano - Coca cola","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eL'opera si rifà ad un'estetica pop nell'uso di elementi segnici e nella loro ripetizione seriale. La Pop-Art nasce negli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo come interesse\/critica, da parte degli artisti, verso la contemporanea “società dei consumi”. Tutte le espressioni della Pop-Art presuppongono una sorta di doppio legame con il mondo del consumismo e dei mass-media. Da una parte è l’opera d’arte che si abbassa a mero prodotto di consumo, grazie all’uso del linguaggio pubblicitario nelle opere e alla loro riproduzione seriale grazie a procedimenti meccanici. Dall’altra sono proprio le immagini pubblicitarie e i beni di consumo a diventare essi stessi opere d’arte, in quanto espressione più genuina e veritiera della nuova società.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eSi tratta di un'opera emblematica della produzione Pop di Mario Schifano ma mostra anche delle connessioni con le poetiche dell'oggetto portate in auge dalle correnti New Dada e Noveau Rèalisme. Infatti il procedimento consiste nella raffigurazione di un'immagine\/oggetto di uso quotidiano, massificato. L'immagine, in questo caso l'etichetta di una famosa bibita, viene riportata in modo meccanico, stereotipato, ma viene sporcata dal pittoricismo di Schifano, attraverso una tecnica che tiene conto della gestualità dell'Espressionismo Astratto. Il colore interferisce con l'oggetto creando tensione emozionale anche grazie all'uso del dripping che fa colare il colore al di fuori sull'immagine.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eMario Schifano fu un artista romano nato nel 1934 ad Homs in Libia. Fu il principale esponente della Scuola di Piazza del Popolo. Si tratta di un gruppo di pittori che si riuniva al Caffè Rosati ed era accomunato da un linguaggio artistico che si rifaceva alla Pop Art ma secondo una nuova sensibilità che risentiva anche delle sperimentazioni dell'Espressionismo Astratto Americano. E' spiccatamente Pop l'uso di simboli della società dei consumi, ripetuto in maniera seriale, ma la loro interpretazione pittorica, sporca o materica o con tecniche gestuali come il dripping, ne dà una nuova visione e una diversa riconfigurazione. Mario Schifano è scomparso a Roma nel 1998.\u003c\/p\u003e","brand":"Savegnago Piergiorgio 500€","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56212950188418,"sku":"PSAV014","price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/schifano-3-2.jpg?v=1768407816"},{"product_id":"mario-schifano-acquario","title":"Mario Schifano - Acquario","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eL'opera si rifà ad un'estetica pop nell'uso di immagini celebri o massificate e nella loro rielaborazione in senso pittorico. La Pop-Art nasce negli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo come interesse\/critica, da parte degli artisti, verso la contemporanea “società dei consumi”. Tutte le espressioni della Pop-Art presuppongono una sorta di doppio legame con il mondo del consumismo e dei mass-media. Da una parte è l’opera d’arte che si abbassa a mero prodotto di consumo, grazie all’uso del linguaggio pubblicitario nelle opere e alla loro riproduzione seriale grazie a procedimenti meccanici. Dall’altra parte, come in questo caso, sono le immagini massificate a diventare esse stesse opere d’arte, in quanto espressione più genuina e veritiera della nuova società e grazie ad un'operazione di ricontestualizzazione dell'artista.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eIn questa serie di opere possiamo apprezzare un diverso modo di agire, da parte di Mario Schifano, nei confronti dell'immagine massificate e popolare (in questo caso quattro pesci in un acquario). Il concetto di fondo è sempre lo stesso, ovvero quello di riconfigurare un'immagine conosciuta, perfino banale, tramite un'operazione pittorica. Operazione pittorica che, come sempre per Schifano, consiste nelle tecniche di stesura gestuale affini all'Espressionismo Astratto americano. La differenza in questa serie di opere sta nel fatto che l'artista, con la sua gestualità, agisce solo sullo sfondo, ricreando l'immagine pop in negativo. A livello compositivo possiamo apprezzare come immagine e gestualità dell'artista interagiscano tra loro mescolandosi anche grazie ad effetti di dripping del colore.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eMario Schifano fu un artista romano nato nel 1934 ad Homs in Libia. Fu il principale esponente della Scuola di Piazza del Popolo. Si tratta di un gruppo di pittori che si riuniva al Caffè Rosati ed era accomunato da un linguaggio artistico che si rifaceva alla Pop Art ma secondo una nuova sensibilità che risentiva anche delle sperimentazioni dell'Espressionismo Astratto Americano. E' spiccatamente Pop l'uso di simboli della società dei consumi, ripetuto in maniera seriale, ma la loro interpretazione pittorica, sporca o materica o con tecniche gestuali come il dripping, ne dà una nuova visione e una diversa riconfigurazione. Mario Schifano è scomparso a Roma nel 1998.\u003c\/p\u003e","brand":"Savegnago Piergiorgio 500€","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56212950253954,"sku":"PSAV017","price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/schifano-2-2.jpg?v=1768407819"},{"product_id":"andy-warhol-marilyn","title":"Andy Warhol - Marilyn","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eL'opera si rifà ad un'estetica pop nell'uso di immagini celebri o massificate e nella loro rielaborazione in senso meccanico. La Pop-Art nasce negli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo come interesse\/critica, da parte degli artisti, verso la contemporanea “società dei consumi”. Tutte le espressioni della Pop-Art presuppongono una sorta di doppio legame con il mondo del consumismo e dei mass-media. Da una parte è l’opera d’arte che si abbassa a mero prodotto di consumo, grazie all’uso del linguaggio pubblicitario nelle opere e alla loro riproduzione seriale grazie a procedimenti meccanici. Dall’altra parte, come in questo caso, sono le immagini massificate a diventare esse stesse opere d’arte, in quanto espressione più genuina e veritiera della nuova società e grazie ad un'operazione di ricontestualizzazione dell'artista.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eL'opera è emblematica della ricerca di Andy Wahrol fondatore e massimo esponente della Pop Art. La stessa immagine iconica della diva, simbolo per eccellenza della cultura mass-mediatica, diviene essa stessa opera d'arte. L'intervento del pittore si limita a ricontestualizzare l'immagine, sempre nell'ambito di una riflessione che guarda ai nuovi linguaggi della serialità. La riproduzione meccanica diviene allora il mezzo principe nella creazione e diffusione dell'opera d'arte, divenuta essa stessa oggetto di consumo. A livello formale il colore si satura seguendo le nuove istanza dettate dall'immagine pubblicitaria.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eAndy Warhol, pseudonimo di Andrew Warhola Jr. (Pittsburgh, 6 agosto 1928 – New York, 22 febbraio 1987), è stato un pittore, scultore, sceneggiatore, produttore, regista, direttore della fotografia, montatore e attore statunitense. E' stata una delle figura più importanti nell'ambito della Pop-Art. La attività artistica conta una moltitudine di opere che riproduceva in serie. Le attività e le sperimentazioni della sua Factroy hanno segnato un'epoca e lo hanno reso uno dei personaggi più influenti della cultura del XX secolo.\u003c\/p\u003e","brand":"Belcaro Alessandro 2950","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56213558362498,"sku":"ABEL001","price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/IMG_20190529_143321.jpg?v=1768409963"},{"product_id":"mario-schifano-europa","title":"Mario Schifano - Europa","description":"","brand":"Berti Giovanni 3500€","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56215613866370,"sku":"GBER006","price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/IMG-20200121-WA0012.jpg?v=1768427847"},{"product_id":"andy-warhol-marylin","title":"Andy Warhol - Marylin","description":"\u003cp\u003eL’opera si rifà ad un’estetica pop nell’uso di immagini celebri o massificate e nella loro rielaborazione in senso meccanico. La Pop-Art nasce negli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo come interesse\/critica, da parte degli artisti, verso la contemporanea “società dei consumi”. Tutte le espressioni della Pop-Art presuppongono una sorta di doppio legame con il mondo del consumismo e dei mass-media. Da una parte è l’opera d’arte che si abbassa a mero prodotto di consumo, grazie all’uso del linguaggio pubblicitario nelle opere e alla loro riproduzione seriale grazie a procedimenti meccanici. Dall’altra parte, come in questo caso, sono le immagini massificate a diventare esse stesse opere d’arte, in quanto espressione più genuina e veritiera della nuova società e grazie ad un’operazione di ricontestualizzazione dell’artista.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eL’opera è emblematica della ricerca di Andy Wahrol fondatore e massimo esponente della Pop Art. La stessa immagine iconica della diva, simbolo per eccellenza della cultura mass-mediatica, diviene essa stessa opera d’arte. L’intervento del pittore si limita a ricontestualizzare l’immagine, sempre nell’ambito di una riflessione che guarda ai nuovi linguaggi della serialità. La riproduzione meccanica diviene allora il mezzo principe nella creazione e diffusione dell’opera d’arte, divenuta essa stessa oggetto di consumo. A livello formale il colore si satura seguendo le nuove istanza dettate dall’immagine pubblicitaria.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eAndy Warhol, pseudonimo di Andrew Warhola Jr. (Pittsburgh, 6 agosto 1928 – New York, 22 febbraio 1987), è stato un pittore, scultore, sceneggiatore, produttore, regista, direttore della fotografia, montatore e attore statunitense. Warhol è stato una delle figure più importanti nell’ambito della Pop-Art. La sua attività artistica conta una moltitudine di opere che riproduceva in serie. Le attività e le sperimentazioni della sua Factroy hanno segnato un’epoca e lo hanno reso uno dei personaggi più influenti della cultura del XX secolo.\u003c\/p\u003e","brand":"Zattoni Paolo abbassata da 12000 a 6500\/7000€","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56217834815874,"sku":"PZAT00","price":1200.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/2-copia_6b79f67b-532c-4055-8102-e5135fe68594.jpg?v=1768468684"},{"product_id":"andy-warhol-marilyn-monroe","title":"Andy Warhol - Marilyn Monroe","description":"\u003cp\u003eL’opera si rifà ad un’estetica pop nell’uso di immagini celebri o massificate e nella loro rielaborazione in senso meccanico. La Pop-Art nasce negli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo come interesse\/critica, da parte degli artisti, verso la contemporanea “società dei consumi”. Tutte le espressioni della Pop-Art presuppongono una sorta di doppio legame con il mondo del consumismo e dei mass-media. Da una parte è l’opera d’arte che si abbassa a mero prodotto di consumo, grazie all’uso del linguaggio pubblicitario nelle opere e alla loro riproduzione seriale grazie a procedimenti meccanici. Dall’altra parte, come in questo caso, sono le immagini massificate a diventare esse stesse opere d’arte, in quanto espressione più genuina e veritiera della nuova società e grazie ad un’operazione di ricontestualizzazione dell’artista.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eL’opera è emblematica della ricerca di Andy Warhol fondatore e massimo esponente della Pop Art. La stessa immagine iconica della diva, simbolo per eccellenza della cultura mass-mediatica, diviene essa stessa opera d’arte. L’intervento del pittore si limita a ricontestualizzare l’immagine, sempre nell’ambito di una riflessione che guarda ai nuovi linguaggi della serialità. La riproduzione meccanica diviene allora il mezzo principe nella creazione e diffusione dell’opera d’arte, divenuta essa stessa oggetto di consumo. A livello formale il colore si satura seguendo le nuove istanza dettate dall’immagine pubblicitaria.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eLa serigrafia è stata ripresa dalla famosa opera di Andy Warhol che immortalava in diverse versioni il volto della diva. Nel 1970 l'artista concesse a due amici belgi di realizzarne una serie serigrafica con il volto di Marilyn dalla serigrafia originale distinguibile per alcune varianti di colore e per la presenza della dicitura “published by Sunday B. Morning”. Andy Warhol, pseudonimo di Andrew Warhola Jr. (Pittsburgh, 6 agosto 1928 – New York, 22 febbraio 1987), è stato un pittore, scultore, sceneggiatore, produttore, regista, direttore della fotografia, montatore e attore statunitense. Warhol è stato una delle figure più importanti nell’ambito della Pop-Art. La produzione artistica conta una moltitudine di opere che riproduceva in serie. Le attività e le sperimentazioni della sua Factory hanno segnato un’epoca e lo hanno reso uno dei personaggi più influenti della cultura del XX secolo.\u003c\/p\u003e","brand":"Boscolo Lino","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56217928434050,"sku":"LBOS001","price":1280.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/ANDY-WARHOL-OPERA-FRONTE.jpg?v=1768469624"},{"product_id":"mario-schifano-acerbo","title":"Mario Schifano - Acerbo","description":"\u003cp\u003eIl genere della “Natura Morta” vede la luce agli inizi del XVII secolo. Consiste nella rappresentazione di composizioni di soggetti inanimati, nella maggior parte dei casi fiori o frutta. Se all’inizio della sua storia era un’occasione per i pittori per cimentarsi in una riproduzione naturalistica o fotografica della realtà, con l’arte contemporanea la “Natura Morta” diventa anche un modo di interpretare la realtà. Infatti, come accadrà per esempio nell’avanguardia cubista o in Giorgio Morandi, la ricerca profonda sugli oggetti verrà finalizzata ad una rappresentazione concettuale, portata oltre il semplice dato sensibile. In questa serigrafia Mario Schifano porta alle estreme conseguenze il soggetto della natura morta che, coerentemente con la sua ricerca, diviene una potente espressione gestuale e nasce da una profonda riflessione nei rapporti tra arte, immagine massificata e tecnologia.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eL'opera è stata eseguita con un linguaggio espressionista e astratto. La natura morta viene interpretata in modo estremamente sintetico, con un esercizio di riduzione quasi brutale. La superficie è completamente bidimensionale, senza concedere nulla alla profondità spaziale. Le pennellate delineano le forme in maniera molto tormentata e nervosa. Il colore è usato secondo un’interpretazione emotiva e spirituale, senza alcuna connessione con la realtà. L’opera risulta, dunque, molto significativa della concezione dell’artista sulla riproduzione della realtà. Per Mario Schifano la bidimensionalità della superficie pittorica è paragonabile a quella di uno schermo televisivo, un monitor. Per questo il suo ductus pittorico, legato alla gestualità dell’Espressionismo Astratto americano, può essere interpretato anche come interferenza, un disturbo elettrico di una visione del mondo filtrata attraverso la tecnologia. Inoltre c’è un altro tema rilevante, più legato ad un’estetica Pop. Le immagini prese da Schifano sono sempre banali, stereotipate, da cartolina kitsch (come la natura morta, genere abusato nella storia dell'arte). Ma sull’immagine massificata agisce il pittoricismo dell’artista che dà un nuovo significato e una nuova poetica a ciò che è ordinario e mediocre.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eMario Schifano fu un artista romano nato nel 1934 ad Homs in Libia. Fu il principale esponente della Scuola di Piazza del Popolo. Si tratta di un gruppo di pittori che si riuniva al Caffè Rosati ed era accomunato da un linguaggio artistico che si rifaceva alla Pop Art ma secondo una nuova sensibilità che risentiva anche delle sperimentazioni dell’Espressionismo Astratto Americano. E’ spiccatamente Pop l’uso di simboli della società dei consumi, ripetuto in maniera seriale, ma la loro interpretazione pittorica, sporca o materica o con tecniche gestuali come il dripping, ne dà una nuova visione e una diversa riconfigurazione. Mario Schifano è scomparso a Roma nel 1998.\u003c\/p\u003e","brand":"Catania Andrea abbassata da 1000 a 600€","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56217995542914,"sku":"ACAT001","price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/PHOTO-2021-09-01-11-27-01.jpg?v=1768470060"},{"product_id":"robert-indiana-classic-love","title":"ROBERT INDIANA - CLASSIC LOVE","description":"\u003cp\u003eRobert Indiana (New Castle, Indiana, Stati Uniti, 1928) una volta disse di considerarsi il\u003cbr\u003e\nmeno pop tra gli artisti pop. Egli vorrebbe pensare al suo lavoro principalmente come\u003cbr\u003e\nautobiografico. Indiana, sebbene a volte abbia usato riferimenti letterari e storici nelle sue\u003cbr\u003e\nopere d'arte, sostiene l’uso della parola scritta nell'arte. Il linguaggio inteso come\u003cbr\u003e\nmessaggio sociale è stato la definizione del suo mantra. Le opere HOPE e LOVE di\u003cbr\u003e\nRobert Indiana sono indubbiamente i suoi pezzi più riconoscibili e ambiti, avendo ormai\u003cbr\u003e\nassunto lo status di icona. L’uso esagerato della scala, esibito nelle sue lettere di enormi\u003cbr\u003e\ndimensioni, e i colori accesi possono essere caratteristici del periodo della Pop Art, anni\u003cbr\u003e\ndurante i quali queste opere vennero alla luce, tuttavia sarebbe riduttivo suggerire che\u003cbr\u003e\nsemplicemente la qualità accattivante delle sculture di Indiana ha permesso loro di\u003cbr\u003e\ntrascendere il proprio tempo ed arrivare fino a noi oggi. L’eternità di queste sculture può\u003cbr\u003e\nessere attribuita solo all'incapsulamento da parte di Indiana del primario desiderio\u003cbr\u003e\numano di sentire e sperimentare le gioie dell’amore e della speranza, un intendimento\u003cbr\u003e\nche parla universalmente agli spettatori di tutto il mondo.\u003c\/p\u003e","brand":"Marco Andolfi 3800€ abbassata a 3400€","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56218227081602,"sku":"MAND024","price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/ANDOLFI-24.jpg?v=1768472045"},{"product_id":"robert-indiana-german-love-2","title":"ROBERT INDIANA - GERMAN LOVE","description":"\u003cp\u003eRobert Indiana (New Castle, Indiana, Stati Uniti, 1928) una volta disse di considerarsi il\u003cbr\u003e\nmeno pop tra gli artisti pop. Egli vorrebbe pensare al suo lavoro principalmente come\u003cbr\u003e\nautobiografico. 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Indiana, sebbene a volte abbia usato riferimenti letterari e storici nelle sue\u003cbr\u003e\nopere d'arte, sostiene l’uso della parola scritta nell'arte. Il linguaggio inteso come\u003cbr\u003e\nmessaggio sociale è stato la definizione del suo mantra. Le opere HOPE e LOVE di\u003cbr\u003e\nRobert Indiana sono indubbiamente i suoi pezzi più riconoscibili e ambiti, avendo ormai\u003cbr\u003e\nassunto lo status di icona. L’uso esagerato della scala, esibito nelle sue lettere di enormi\u003cbr\u003e\ndimensioni, e i colori accesi possono essere caratteristici del periodo della Pop Art, anni\u003cbr\u003e\ndurante i quali queste opere vennero alla luce, tuttavia sarebbe riduttivo suggerire che\u003cbr\u003e\nsemplicemente la qualità accattivante delle sculture di Indiana ha permesso loro di\u003cbr\u003e\ntrascendere il proprio tempo ed arrivare fino a noi oggi. L’eternità di queste sculture può\u003cbr\u003e\nessere attribuita solo all'incapsulamento da parte di Indiana del primario desiderio\u003cbr\u003e\numano di sentire e sperimentare le gioie dell’amore e della speranza, un intendimento\u003cbr\u003e\nche parla universalmente agli spettatori di tutto il mondo.\u003c\/p\u003e","brand":"Marco Andolfi","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56218229113218,"sku":"MAND026","price":8000.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/ANDOLFI-26-BIS.jpg?v=1768472050"},{"product_id":"robert-indiana-german-love-2-2-2","title":"ROBERT INDIANA -Czech Love","description":"\u003cp\u003eRobert Indiana (New Castle, Indiana, Stati Uniti, 1928) una volta disse di considerarsi il\u003cbr\u003e\nmeno pop tra gli artisti pop. Egli vorrebbe pensare al suo lavoro principalmente come\u003cbr\u003e\nautobiografico. Indiana, sebbene a volte abbia usato riferimenti letterari e storici nelle sue\u003cbr\u003e\nopere d'arte, sostiene l’uso della parola scritta nell'arte. Il linguaggio inteso come\u003cbr\u003e\nmessaggio sociale è stato la definizione del suo mantra. Le opere HOPE e LOVE di\u003cbr\u003e\nRobert Indiana sono indubbiamente i suoi pezzi più riconoscibili e ambiti, avendo ormai\u003cbr\u003e\nassunto lo status di icona. L’uso esagerato della scala, esibito nelle sue lettere di enormi\u003cbr\u003e\ndimensioni, e i colori accesi possono essere caratteristici del periodo della Pop Art, anni\u003cbr\u003e\ndurante i quali queste opere vennero alla luce, tuttavia sarebbe riduttivo suggerire che\u003cbr\u003e\nsemplicemente la qualità accattivante delle sculture di Indiana ha permesso loro di\u003cbr\u003e\ntrascendere il proprio tempo ed arrivare fino a noi oggi. L’eternità di queste sculture può\u003cbr\u003e\nessere attribuita solo all'incapsulamento da parte di Indiana del primario desiderio\u003cbr\u003e\numano di sentire e sperimentare le gioie dell’amore e della speranza, un intendimento\u003cbr\u003e\nche parla universalmente agli spettatori di tutto il mondo.\u003c\/p\u003e","brand":"Marco Andolfi 3000","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56218229735810,"sku":"MAND028","price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/ANDOLFI-28-BIS.jpg?v=1768472052"},{"product_id":"aligi-sassu-momenti-di-pace-2-2","title":"ALIGI SASSU - Momenti di pace","description":"\u003cdiv\u003eSERIGRAFIA ORIGINALE A 20 COLORI SU CARTONCINO AQUERELLO JADE CONSTELLATION 70 X 50 CM REALIZZATA IN VENEZIA AI TELAI DI FIORENZO FALLANI IN 225 ESEMPLARI CON CIASCUNA LA FIRMA AUTOGRAFA DELL'ARTISTA E L'IMPRESSIONE DEL SIGILLO SANZANOBI A GARANZIA DELLA SUA AUTENTICITA'\u003c\/div\u003e\r\n\u003cdiv\u003e\u003c\/div\u003e\r\n\u003cdiv\u003e\r\n\r\nAligi Sassu nacque a Milano, in \u003ca title=\"Lombardia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lombardia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eLombardia\u003c\/a\u003e, da Lina Pedretti, originaria di \u003ca title=\"Parma\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Parma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eParma\u003c\/a\u003e, e Antonio Sassu, \u003ca title=\"Sardegna\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sardegna\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003esardo\u003c\/a\u003e, che nel \u003ca title=\"1894\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1894\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1894\u003c\/a\u003e era stato uno dei fondatori del \u003ca title=\"Partito Socialista Italiano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Partito_Socialista_Italiano\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003ePartito Socialista Italiano\u003c\/a\u003e a \u003ca title=\"Sassari\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sassari\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eSassari\u003c\/a\u003e e che nel \u003ca title=\"1896\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1896\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1896\u003c\/a\u003e si era trasferito a Milano. Il padre, legato da una forte amicizia a \u003ca title=\"Carlo Carrà\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Carlo_Carr%C3%A0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eCarlo Carrà\u003c\/a\u003e, lo condusse nel 1919, a soli sette anni, all'\u003ci\u003eEsposizione Nazionale \u003ca title=\"Futurismo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Futurismo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eFuturista\u003c\/a\u003e\u003c\/i\u003e presso la \u003ci\u003eGalleria Moretti\u003c\/i\u003e di \u003ci\u003ePalazzo Cova\u003c\/i\u003e, che vedeva riuniti i più grandi futuristi e le giovani leve.\r\n\r\nAll'inizio del \u003ca title=\"1921\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1921\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1921\u003c\/a\u003e la famiglia Sassu si ritrasferì in \u003ca title=\"Sardegna\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sardegna\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eSardegna\u003c\/a\u003e, a \u003ca title=\"Thiesi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Thiesi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eThiesi\u003c\/a\u003e in provincia di Sassari, dove Antonio aprì un negozio. Lì Aligi frequentò la scuola elementare e conobbe per la prima volta i \u003ca title=\"Equus caballus\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Equus_caballus\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003ecavalli\u003c\/a\u003e, che diventeranno poi il suo \u003ci\u003e\u003ca title=\"Marchio\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Marchio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003emarchio\u003c\/a\u003e\u003c\/i\u003e, ed i colori accesi della Sardegna che permeeranno la sua \u003ca title=\"Pittura\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pittura\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003epittura\u003c\/a\u003e. Dopo una permanenza di tre anni, la famiglia ritornò a Milano e qui Aligi mostrò ancor più il suo interesse per la \u003ca title=\"Lettura\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lettura\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003elettura\u003c\/a\u003e e l'\u003ca title=\"Arte\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arte\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003earte\u003c\/a\u003e \u003ca class=\"mw-redirect\" title=\"Futurista\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Futurista\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003efuturista\u003c\/a\u003e.\u003csup id=\"cite_ref-1\" class=\"reference\"\u003e\u003ca href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Aligi_Sassu#cite_note-1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e[1]\u003c\/a\u003e\u003c\/sup\u003e\r\n\u003cdiv class=\"thumb tright\"\u003e\r\n\u003cdiv class=\"thumbinner\"\u003e\r\n\r\n\u003ca class=\"image\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Statue_%22Grande_cavallo_impennato%22_by_Aligi_Sassu_in_Piazza_San_Magno_Legnano.jpeg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e\u003cimg class=\"thumbimage\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/3\/3e\/Statue_%22Grande_cavallo_impennato%22_by_Aligi_Sassu_in_Piazza_San_Magno_Legnano.jpeg\/220px-Statue_%22Grande_cavallo_impennato%22_by_Aligi_Sassu_in_Piazza_San_Magno_Legnano.jpeg\" srcset=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/3\/3e\/Statue_%22Grande_cavallo_impennato%22_by_Aligi_Sassu_in_Piazza_San_Magno_Legnano.jpeg\/330px-Statue_%22Grande_cavallo_impennato%22_by_Aligi_Sassu_in_Piazza_San_Magno_Legnano.jpeg 1.5x, https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/3\/3e\/Statue_%22Grande_cavallo_impennato%22_by_Aligi_Sassu_in_Piazza_San_Magno_Legnano.jpeg\/440px-Statue_%22Grande_cavallo_impennato%22_by_Aligi_Sassu_in_Piazza_San_Magno_Legnano.jpeg 2x\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"293\" data-file-width=\"2448\" data-file-height=\"3264\"\u003e\u003c\/a\u003e\r\n\u003cdiv class=\"thumbcaption\"\u003e\r\n\u003cdiv class=\"magnify\"\u003e\u003c\/div\u003e\r\nScultura di Aligi Sassu, Legnano\r\n\r\n\u003c\/div\u003e\r\n\u003c\/div\u003e\r\n\u003c\/div\u003e\r\nNel \u003ca title=\"1925\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1925\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1925\u003c\/a\u003e, con la famiglia ormai in ristrettezze economiche, fu costretto a lasciare la scuola. In un primo tempo svolse il lavoro di apprendista presso \u003ci\u003ela Pressa\u003c\/i\u003e, un'officina \u003ca title=\"Litografia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Litografia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003elitografica\u003c\/a\u003e; l'anno successivo quello di aiutante di un decoratore murale; al contempo, frequentando i corsi serali, riuscì poi a concludere gli studi. Insieme all'amico e \u003ca class=\"mw-redirect\" title=\"Designer\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Designer\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003edesigner\u003c\/a\u003e futurista \u003ca title=\"Bruno Munari\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bruno_Munari\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eBruno Munari\u003c\/a\u003e, si presentò a \u003ca title=\"Filippo Tommaso Marinetti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Filippo_Tommaso_Marinetti\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eFilippo Tommaso Marinetti\u003c\/a\u003e, fondatore del \u003ca title=\"Futurismo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Futurismo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eFuturismo\u003c\/a\u003e. Questo incontro fu proficuo: nel \u003ca title=\"1928\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1928\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1928\u003c\/a\u003e fu invitato da Marinetti a partecipare con le sue opere alla \u003ca title=\"Biennale di Venezia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Biennale_di_Venezia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eBiennale di Venezia\u003c\/a\u003e.\r\n\r\nPoco tempo dopo, insieme a Bruno Munari, definì il \u003ci\u003eManifesto della Pittura \"Dinamismo e riforma muscolare\"\u003c\/i\u003e (che rimarrà inedito fino al 1977), assumendo come presupposto di base la rappresentazione di forme dinamiche anti-naturalistiche. In quegli anni, grazie alle amicizie del padre, poté conoscere bene le opere di \u003ca title=\"Umberto Boccioni\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Umberto_Boccioni\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eBoccioni\u003c\/a\u003e e \u003ca title=\"Carlo Carrà\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Carlo_Carr%C3%A0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eCarlo Carrà\u003c\/a\u003e, di \u003ca title=\"Gaetano Previati\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gaetano_Previati\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eGaetano Previati\u003c\/a\u003e, \u003ca title=\"Giandante X\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giandante_X\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eGiandante X\u003c\/a\u003e (così era noto Dante Persico) e \u003ca class=\"new\" title=\"Giuseppe Gorgerino (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Giuseppe_Gorgerino\u0026amp;action=edit\u0026amp;redlink=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eGiuseppe Gorgerino\u003c\/a\u003e, e a loro si ispirò talvolta nei suoi dipinti. Studiò \u003ca class=\"mw-redirect\" title=\"Picasso\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Picasso\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003ePicasso\u003c\/a\u003e, \u003ca title=\"Diego Velázquez\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Diego_Vel%C3%A1zquez\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eDiego Velázquez\u003c\/a\u003e ed il \u003ca title=\"Nudità\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nudit%C3%A0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003enudo\u003c\/a\u003e plastico. Di questo periodo è \u003ci\u003eL'Ultima cena\u003c\/i\u003e, il dipinto che sintetizza l'arte di Aligi Sassu e, negli abiti moderni dei personaggi e l'ambientazione urbana, preannuncia quello che sarà il suo stile futuro.\r\n\r\nNegli anni fra il \u003ca title=\"1927\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1927\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1927\u003c\/a\u003e e il \u003ca title=\"1929\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1929\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1929\u003c\/a\u003e dipinse in maggioranza quadri di piccole dimensioni, aventi spesso come soggetto lo \u003ca title=\"Sport\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sport\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003esport\u003c\/a\u003e, le \u003ca title=\"Industria\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Industria\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eindustrie\u003c\/a\u003e e le macchine; nascono così i \u003ci\u003eCiclisti\u003c\/i\u003e, \u003ci\u003eI minatori\u003c\/i\u003e, \u003ci\u003eL'operaio\u003c\/i\u003e, \u003ci\u003ePugilatori\u003c\/i\u003e e gli \u003ci\u003eUomini rossi\u003c\/i\u003e. Con \u003ca title=\"Giacomo Manzù\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giacomo_Manz%C3%B9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eGiacomo Manzù\u003c\/a\u003e, \u003ca class=\"new\" title=\"Nino Strada (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Nino_Strada\u0026amp;action=edit\u0026amp;redlink=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eNino Strada\u003c\/a\u003e, \u003ca class=\"new\" title=\"Candido Grassi (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Candido_Grassi\u0026amp;action=edit\u0026amp;redlink=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eCandido Grassi\u003c\/a\u003e, \u003ca class=\"new\" title=\"Giuseppe Occhetti (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Giuseppe_Occhetti\u0026amp;action=edit\u0026amp;redlink=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eGiuseppe Occhetti\u003c\/a\u003e, \u003ca title=\"Gino Pancheri\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gino_Pancheri\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eGino Pancheri\u003c\/a\u003e, nel \u003ca title=\"1930\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1930\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1930\u003c\/a\u003e riuscì ad allestire a Milano la sua prima mostra importante, recensita anche da Carlo Carrà. Nel \u003ca title=\"1934\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1934\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1934\u003c\/a\u003e soggiornò per un periodo di tre mesi a \u003ca title=\"Parigi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Parigi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eParigi\u003c\/a\u003e\u003csup id=\"cite_ref-2\" class=\"reference\"\u003e\u003ca href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Aligi_Sassu#cite_note-2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e[2]\u003c\/a\u003e\u003c\/sup\u003e (in rue Elisée des Beaux Artes) studiando a fondo le opere di \u003ca title=\"Henri Matisse\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Henri_Matisse\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eMatisse\u003c\/a\u003e, \u003ca title=\"Théodore Géricault\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Th%C3%A9odore_G%C3%A9ricault\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eThéodore Géricault\u003c\/a\u003e, \u003ca title=\"Eugène Delacroix\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Eug%C3%A8ne_Delacroix\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eDelacroix\u003c\/a\u003e, \u003ca title=\"Paul Cézanne\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paul_C%C3%A9zanne\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eCezanne\u003c\/a\u003e ed i dipinti dei pittori dell'Ottocento esposti al \u003ca class=\"mw-redirect\" title=\"Louvre\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Louvre\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eLouvre\u003c\/a\u003e.\r\n\r\nIn particolare, l'influenza di Delacroix e delle sue \u003ci\u003ebattaglie\u003c\/i\u003e è chiaramente riscontrabile nei dipinti di Sassu. Ritornerà a Parigi l'anno successivo e poi agli inizi del 1936. Nel \u003ca title=\"1935\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1935\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1935\u003c\/a\u003e formò il \u003ci\u003eGruppo Rosso\u003c\/i\u003e con \u003ca title=\"Nino Franchina\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nino_Franchina\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eNino Franchina\u003c\/a\u003e, \u003ca class=\"new\" title=\"Vittorio Della Porta (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Vittorio_Della_Porta\u0026amp;action=edit\u0026amp;redlink=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eVittorio Della Porta\u003c\/a\u003e ed altri. Del 1936 è \u003ci\u003eIl Caffè\u003c\/i\u003e, uno dei suoi quadri più celebri che rappresenta \u003ci\u003ela Coupole\u003c\/i\u003e di \u003ca title=\"Parigi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Parigi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eParigi\u003c\/a\u003e, così pure \u003ci\u003eI Concilii\u003c\/i\u003e, visione satirica del clero di Roma. Nel frattempo il suo impegno politico aumentò e, quando in \u003ca title=\"Spagna\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Spagna\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eSpagna\u003c\/a\u003e scoppiò la \u003ca title=\"Guerra civile spagnola\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Guerra_civile_spagnola\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eGuerra civile\u003c\/a\u003e, diventò un attivo antifascista. Antifranchista e simpatizzante dei partigiani spagnoli, dipinse la \u003ci\u003eFucilazione nelle Asturie\u003c\/i\u003e.\r\n\r\nAccusato di complotto, rinchiuso nel \u003ca title=\"Carcere di Regina Coeli\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Carcere_di_Regina_Coeli\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003ecarcere di Regina Coeli\u003c\/a\u003e a \u003ca title=\"Roma\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Roma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eRoma\u003c\/a\u003e, attraversò un periodo piuttosto problematico alla fine del quale riprese la pittura. Sono di questo periodo i disegni con soggetti mitologici e i ritratti dei carcerati. Fu graziato nel luglio del \u003ca title=\"1938\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1938\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1938\u003c\/a\u003e, rimanendo però un sorvegliato speciale. Solo nel \u003ca title=\"1941\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1941\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1941\u003c\/a\u003e poté esporre nuovamente: per la prima volta compaiono in pubblico gli \u003ci\u003eUomini rossi\u003c\/i\u003e. L'esposizione avvenne nella \"Bottega di Corrente\". Pur partecipando da tempo in modo attivo a \u003ca title=\"Corrente (rivista)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Corrente_(rivista)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eCorrente\u003c\/a\u003e\u003csup id=\"cite_ref-3\" class=\"reference\"\u003e\u003ca href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Aligi_Sassu#cite_note-3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e[3]\u003c\/a\u003e\u003c\/sup\u003e, il periodico di opposizione culturale al regime, Sassu preferì optare per una \"personale\", non aderendo alle mostre collettive degli artisti del tempo.\r\n\r\nNel \u003ca title=\"1943\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1943\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1943\u003c\/a\u003e illustrò i \"\u003ci\u003ePromessi sposi\u003c\/i\u003e\" del \u003ca title=\"Alessandro Manzoni\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alessandro_Manzoni\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eManzoni\u003c\/a\u003e con cinquantotto acquerelli\u003csup id=\"cite_ref-4\" class=\"reference\"\u003e\u003ca href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Aligi_Sassu#cite_note-4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e[4]\u003c\/a\u003e\u003c\/sup\u003e. Presenterà queste tavole successivamente, nel \u003ca title=\"1983\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1983\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1983\u003c\/a\u003e, nella \u003ci\u003ecasa Manzoni\u003c\/i\u003e a Milano. Nel \u003ca title=\"1947\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1947\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1947\u003c\/a\u003e, trasferitosi in \u003ca title=\"Provincia di Varese\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Provincia_di_Varese\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eprovincia di Varese\u003c\/a\u003e, lavorò alacremente dipingendo in particolare \u003ci\u003eCaffè\u003c\/i\u003e, reminiscenze di \u003ca title=\"Parigi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Parigi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eParigi\u003c\/a\u003e, e soggetti sacri. Poco tempo dopo si dedicò alla ceramica producendo circa un centinaio di pezzi. Ritornato in Sardegna nel \u003ca title=\"1950\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1950\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1950\u003c\/a\u003e, trasse ispirazione dai paesaggi che lo circondavano e dipinse scene della vita contadina e marinaresca, quali le \u003ci\u003eTonnare\u003c\/i\u003e; studiò i \u003ca class=\"mw-redirect\" title=\"Murales\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Murales\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003emurales\u003c\/a\u003e e i muralisti \u003ca title=\"Diego Rivera\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Diego_Rivera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eDiego Rivera\u003c\/a\u003e e \u003ca title=\"José Clemente Orozco\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Jos%C3%A9_Clemente_Orozco\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eJosé Clemente Orozco\u003c\/a\u003e, e poi \u003ca title=\"Vincent van Gogh\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vincent_van_Gogh\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eVincent van Gogh\u003c\/a\u003e e \u003ca title=\"Piero della Francesca\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Piero_della_Francesca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003ePiero della Francesca\u003c\/a\u003e. Notevole è di quel periodo \u003ci\u003eLa miniera\u003c\/i\u003e, l'affresco nella foresteria delle miniere di Monteponi (Iglesias) e non solo per le dimensioni, m 3.50 per 12.\r\n\u003cdiv class=\"thumb tright\"\u003e\r\n\u003cdiv class=\"thumbinner\"\u003e\r\n\r\n\u003ca class=\"image\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Aligi_Sassu,_Martiri_di_Piazzale_Loreto,_(1944).jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e\u003cimg class=\"thumbimage\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/e\/ed\/Aligi_Sassu%2C_Martiri_di_Piazzale_Loreto%2C_%281944%29.jpg\/220px-Aligi_Sassu%2C_Martiri_di_Piazzale_Loreto%2C_%281944%29.jpg\" srcset=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/e\/ed\/Aligi_Sassu%2C_Martiri_di_Piazzale_Loreto%2C_%281944%29.jpg\/330px-Aligi_Sassu%2C_Martiri_di_Piazzale_Loreto%2C_%281944%29.jpg 1.5x, https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/e\/ed\/Aligi_Sassu%2C_Martiri_di_Piazzale_Loreto%2C_%281944%29.jpg\/440px-Aligi_Sassu%2C_Martiri_di_Piazzale_Loreto%2C_%281944%29.jpg 2x\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"166\" data-file-width=\"1112\" data-file-height=\"841\"\u003e\u003c\/a\u003e\r\n\u003cdiv class=\"thumbcaption\"\u003e\r\n\u003cdiv class=\"magnify\"\u003e\u003c\/div\u003e\r\nMartiri di Piazzale Loreto\r\n\r\n\u003c\/div\u003e\r\n\u003c\/div\u003e\r\n\u003c\/div\u003e\r\nCon Mazzotti e Fabbri, nel \u003ca title=\"1954\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1954\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1954\u003c\/a\u003e, a \u003ca title=\"Vallauris\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vallauris\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eVallauris\u003c\/a\u003e incontrò per la prima volta \u003ca class=\"mw-redirect\" title=\"Picasso\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Picasso\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003ePicasso\u003c\/a\u003e. Due anni dopo, in un nuovo incontro a \u003ca title=\"La Californie\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/La_Californie\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eLa Californie\u003c\/a\u003e, Picasso gli mostrerà le sculture che esporrà successivamente al Museo di \u003ca title=\"Antibes\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Antibes\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eAntibes\u003c\/a\u003e. Lo stesso anno espose alla Biennale di Venezia fra le altre opere \u003ci\u003eI martiri di Piazzale Loreto\u003c\/i\u003e, che \u003ca title=\"Giulio Carlo Argan\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giulio_Carlo_Argan\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eGiulio Carlo Argan\u003c\/a\u003e acquistò per la \u003ca title=\"Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Galleria_nazionale_d%27arte_moderna_e_contemporanea\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eGalleria nazionale d'arte moderna e contemporanea\u003c\/a\u003e. Ad \u003ca class=\"new\" title=\"Albissola Capo (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Albissola_Capo\u0026amp;action=edit\u0026amp;redlink=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eAlbissola Capo\u003c\/a\u003e dipinse il ciclo delle \u003ci\u003eCronache di Albisola\u003c\/i\u003e, ben rappresentando la vita artistica della cittadina che vedeva allora riuniti ceramisti, poeti, scrittori, critici, e di cui Aligi Sassu era protagonista insieme a \u003ca title=\"Lucio Fontana\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lucio_Fontana\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eLucio Fontana\u003c\/a\u003e, a \u003ca title=\"Salvatore Fancello\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Salvatore_Fancello\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eSalvatore Fancello\u003c\/a\u003e e altri artisti. L'opera, eseguita su commissione del proprietario nella \u003ci\u003eTrattoria Pescetto\u003c\/i\u003e, occupava un'intera parete di trentacinque metri e, quando 14 anni dopo il locale fu chiuso, venne completamente smembrata. Oggi ne restano solo poche immagini fotografiche.\r\n\r\nAd \u003ca title=\"Arcumeggia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arcumeggia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eArcumeggia\u003c\/a\u003e eseguì gli \u003ca class=\"mw-redirect\" title=\"Affreschi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Affreschi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eaffreschi\u003c\/a\u003e \u003ci\u003eCorridori\u003c\/i\u003e (1957), un'opera di notevoli dimensioni in omaggio al ciclismo, \u003ci\u003eGesù inchiodato alla croce\u003c\/i\u003e, XI stazione della \u003ci\u003eVia Crucis\u003c\/i\u003e (1963), e \u003ci\u003eSan Martino dona parte del mantello al povero\u003c\/i\u003e (1991).\r\n\r\nDieci anni dopo iniziò il suo periodo spagnolo (nel \u003ca title=\"1963\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1963\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1963\u003c\/a\u003e alle isole Baleari), con le \u003ci\u003eTauromachie\u003c\/i\u003e, presentate dal poeta spagnolo \u003ca title=\"Rafael Alberti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rafael_Alberti\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eRafael Alberti\u003c\/a\u003e, i personaggi mitologici, le sue sperimentazioni sugli acrilici e sui colori sempre più accesi (il rosso sarà ancora più presente nella sua pittura). Nel \u003ca title=\"1965\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1965\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1965\u003c\/a\u003e suoi disegni e sculture vengono esposti alla Galleria Civica di Monza; sarà poi la volta di una mostra antologica a Bucarest e, successivamente, alla Galleria d'Arte Moderna di Cagliari (dove, nel \u003ca title=\"1967\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1967\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1967\u003c\/a\u003e, era presente anche \u003ca title=\"Foiso Fois\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Foiso_Fois\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eFoiso Fois\u003c\/a\u003e). È dello stesso anno il suo trasferimento a \u003ca title=\"Monticello Brianza\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Monticello_Brianza\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eMonticello Brianza\u003c\/a\u003e, durante il quale eseguirà soprattutto \u003ci\u003emurales\u003c\/i\u003e.\r\n\r\nAl \u003ca title=\"1968\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1968\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1968\u003c\/a\u003e appartengono vari dipinti di grandi dimensioni, fra i quali il \u003ci\u003eChe Guevara\u003c\/i\u003e, donato al Museo de \u003ca title=\"L'Avana\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/L%27Avana\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eL'Avana\u003c\/a\u003e. Nel \u003ca title=\"1969\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1969\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1969\u003c\/a\u003e, alla Biennale, gli viene attribuito il 1º premio del \u003ci\u003emuro dipinto\u003c\/i\u003e. Nel \u003ca title=\"1972\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1972\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1972\u003c\/a\u003esposa \u003ca class=\"new\" title=\"Helenita Olivares (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Helenita_Olivares\u0026amp;action=edit\u0026amp;redlink=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eHelenita Olivares\u003c\/a\u003e. Viaggiando fra \u003ca title=\"Maiorca\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Maiorca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eMaiorca\u003c\/a\u003e e l'\u003ca title=\"Italia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Italia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eItalia\u003c\/a\u003e collaborò nel \u003ca title=\"1973\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1973\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1973\u003c\/a\u003e ai \u003ca title=\"Vespri siciliani\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vespri_siciliani\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eVespri siciliani\u003c\/a\u003e per la riapertura del \u003ca title=\"Teatro Regio (Torino)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Teatro_Regio_(Torino)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eTeatro Regio\u003c\/a\u003e di \u003ca title=\"Torino\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Torino\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eTorino\u003c\/a\u003e. Al \u003ca class=\"mw-redirect\" title=\"Vaticano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vaticano\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eVaticano\u003c\/a\u003e gli venne dedicata una sala nella \u003ci\u003eGalleria dell'Arte moderna\u003c\/i\u003e. Tre anni dopo realizzò due mosaici per la parrocchia di \u003ca title=\"Andrea apostolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Andrea_apostolo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eSant'Andrea\u003c\/a\u003e a \u003ca title=\"Pescara\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pescara\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003ePescara\u003c\/a\u003e e l'anno successivo espose le sue opere nelle città di \u003ca title=\"Rotterdam\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rotterdam\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eRotterdam\u003c\/a\u003e, \u003ca title=\"Toronto\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Toronto\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eToronto\u003c\/a\u003e e \u003ca title=\"Maiorca\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Maiorca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eMaiorca\u003c\/a\u003e. È del \u003ca title=\"1984\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1984\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1984\u003c\/a\u003e una prima mostra antologica a \u003ca title=\"Ferrara\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ferrara\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eFerrara\u003c\/a\u003e, al \u003ca title=\"Palazzo dei Diamanti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Palazzo_dei_Diamanti\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003ePalazzo dei Diamanti\u003c\/a\u003e, e poi a Roma a \u003ca title=\"Castel Sant'Angelo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Castel_Sant%27Angelo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eCastel Sant'Angelo\u003c\/a\u003e, a cui seguì quella di Milano, al \u003ca class=\"new\" title=\"Palazzo reale di Milano (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Palazzo_reale_di_Milano\u0026amp;action=edit\u0026amp;redlink=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003ePalazzo Reale\u003c\/a\u003e\u003csup id=\"cite_ref-5\" class=\"reference\"\u003e\u003ca href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Aligi_Sassu#cite_note-5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e[5]\u003c\/a\u003e\u003c\/sup\u003e.\r\n\r\nSuccessivamente vennero allestite mostre a \u003ca title=\"Siviglia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Siviglia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eSiviglia\u003c\/a\u003e, in \u003ca title=\"Germania\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Germania\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eGermania\u003c\/a\u003e, a \u003ca title=\"Madrid\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Madrid\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eMadrid\u003c\/a\u003e, a \u003ca title=\"Toronto\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Toronto\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eToronto\u003c\/a\u003e, \u003ca class=\"mw-redirect\" title=\"Montreal\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Montreal\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eMontreal\u003c\/a\u003e e \u003ca title=\"Ottawa\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ottawa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eOttawa\u003c\/a\u003e. Nel 1986 espone a \u003ca title=\"Palma di Maiorca\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Palma_di_Maiorca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003ePalma di Maiorca\u003c\/a\u003e, alla \u003ca title=\"Quadriennale di Roma\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Quadriennale_di_Roma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eXI Quadriennale di Roma\u003c\/a\u003e, alla \u003ca title=\"Triennale di Milano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Triennale_di_Milano\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eTriennale di Milano\u003c\/a\u003e e alla \u003ca title=\"Casa del Mantegna\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Casa_del_Mantegna\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eCasa del Mantegna\u003c\/a\u003e a \u003ca title=\"Mantova\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mantova\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eMantova\u003c\/a\u003e e \u003ca title=\"Monaco di Baviera\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Monaco_di_Baviera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eMonaco di Baviera\u003c\/a\u003e, nello stesso anno completa le centotredici tavole sulla \u003ci\u003eDivina Comedia\u003c\/i\u003e\u003csup id=\"cite_ref-6\" class=\"reference\"\u003e\u003ca href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Aligi_Sassu#cite_note-6\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e[6]\u003c\/a\u003e\u003c\/sup\u003e. Nel 1992 partecipa in \u003ca class=\"mw-redirect\" title=\"Sud America\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sud_America\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eSud America\u003c\/a\u003e al progetto espositivo \u003ca class=\"new\" title=\"Arte Italiana nel mondo (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Arte_Italiana_nel_mondo\u0026amp;action=edit\u0026amp;redlink=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eArte Italiana nel mondo\u003c\/a\u003e esponendo a \u003ca title=\"San Paolo (Brasile)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/San_Paolo_(Brasile)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eSan Paolo\u003c\/a\u003e, \u003ca title=\"Bogotà\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bogot%C3%A0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eBogotà\u003c\/a\u003e e \u003ca title=\"Buenos Aires\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Buenos_Aires\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eBuenos Aires\u003c\/a\u003e. A \u003ca title=\"Bruxelles\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bruxelles\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eBruxelles\u003c\/a\u003e, nella nuova sede del \u003ca title=\"Parlamento europeo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Parlamento_europeo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eParlamento europeo\u003c\/a\u003e, nel \u003ca title=\"1993\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1993\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1993\u003c\/a\u003e completò il murale in ceramica \u003ci\u003eI Miti del Mediterraneo\u003c\/i\u003e, che occupa 150 metri quadrati. Sono invece del \u003ca title=\"1994\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1994\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1994\u003c\/a\u003e le incisioni \u003ci\u003eManuscriptum\u003c\/i\u003e per la mostra itinerante in \u003ca title=\"Svezia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Svezia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eSvezia\u003c\/a\u003e \"I ponti di Leonardo\". È dell'anno successivo l'esposizione alla \u003ca class=\"mw-redirect\" title=\"Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Galleria_d%27Arte_Moderna_e_Contemporanea_di_Bergamo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eGalleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo\u003c\/a\u003e e del \u003ca title=\"1999\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1999\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1999\u003c\/a\u003e la mostra antologica a \u003ca title=\"Palazzo Strozzi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Palazzo_Strozzi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003ePalazzo Strozzi\u003c\/a\u003e\u003csup id=\"cite_ref-7\" class=\"reference\"\u003e\u003ca href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Aligi_Sassu#cite_note-7\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e[7]\u003c\/a\u003e\u003c\/sup\u003e a \u003ca title=\"Firenze\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Firenze\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eFirenze\u003c\/a\u003e.\r\n\u003cdiv class=\"thumb tright\"\u003e\r\n\u003cdiv class=\"thumbinner\"\u003e\r\n\r\n\u003ca class=\"image\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Right_side_of_%22Nuredduna%22_sculpture_by_Aligi_Sassu,_1995_(Legnano).JPG\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e\u003cimg class=\"thumbimage\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/2\/29\/Right_side_of_%22Nuredduna%22_sculpture_by_Aligi_Sassu%2C_1995_%28Legnano%29.JPG\/220px-Right_side_of_%22Nuredduna%22_sculpture_by_Aligi_Sassu%2C_1995_%28Legnano%29.JPG\" srcset=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/2\/29\/Right_side_of_%22Nuredduna%22_sculpture_by_Aligi_Sassu%2C_1995_%28Legnano%29.JPG\/330px-Right_side_of_%22Nuredduna%22_sculpture_by_Aligi_Sassu%2C_1995_%28Legnano%29.JPG 1.5x, https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/2\/29\/Right_side_of_%22Nuredduna%22_sculpture_by_Aligi_Sassu%2C_1995_%28Legnano%29.JPG\/440px-Right_side_of_%22Nuredduna%22_sculpture_by_Aligi_Sassu%2C_1995_%28Legnano%29.JPG 2x\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"392\" data-file-width=\"2048\" data-file-height=\"3648\"\u003e\u003c\/a\u003e\r\n\u003cdiv class=\"thumbcaption\"\u003e\r\n\u003cdiv class=\"magnify\"\u003e\u003c\/div\u003e\r\nLa scultura \u003ci\u003eNuredduna\u003c\/i\u003e del 1995\r\n\r\n\u003c\/div\u003e\r\n\u003c\/div\u003e\r\n\u003c\/div\u003e\r\nNel \u003ca title=\"1996\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1996\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003e1996\u003c\/a\u003e donò 356 opere, realizzate a partire dal 1927, alla città di \u003ca title=\"Lugano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lugano\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003eLugano\u003c\/a\u003e: si ha così la nascita della \u003ci\u003eFondazione Aligi Sassu e Helenita Olivares\u003c\/i\u003e che da allora ha allestito mostre tematiche con i suoi lavori. Il 25 giugno 1999 nasce la Fondazione Aligi Sassu e Helenita Olivares a Maiorca per volontà dei coniugi Sassu. Il 31 marzo del 2000 viene costituita a Besana in Brianza l'Associazione Culturale onlus Amici dell'Arte di Aligi Sassu. Morì a Pollença il 17 luglio dello stesso anno, all'età di 88 anni, proprio il giorno del suo \u003ca title=\"Compleanno\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Compleanno\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"\u003ecompleanno\u003c\/a\u003e.\r\n\r\n\u003c\/div\u003e","brand":"paolo tacchin 1710€","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56218597392770,"sku":"patac003","price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/momentidipace.jpg?v=1776669636"},{"product_id":"andy-warhol-mao","title":"Andy Warhol - Mao","description":"\u003cp\u003eL’opera si rifà ad un’estetica pop nell’uso di immagini celebri o massificate e nella loro rielaborazione in senso meccanico. La Pop-Art nasce negli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo come interesse\/critica, da parte degli artisti, verso la contemporanea “società dei consumi”. Tutte le espressioni della Pop-Art presuppongono una sorta di doppio legame con il mondo del consumismo e dei mass-media. Da una parte è l’opera d’arte che si abbassa a mero prodotto di consumo, grazie all’uso del linguaggio pubblicitario nelle opere e alla loro riproduzione seriale grazie a procedimenti meccanici. Dall’altra parte, come in questo caso, sono le immagini massificate a diventare esse stesse opere d’arte, in quanto espressione più genuina e veritiera della nuova società e grazie ad un’operazione di ricontestualizzazione dell’artista.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eL’opera è emblematica della ricerca di Andy Warhol fondatore e massimo esponente della Pop Art. La stessa immagine iconica del personaggio storico, simbolo per eccellenza della cultura mass-mediatica, diviene essa stessa opera d’arte. L’intervento del pittore si limita a ricontestualizzare l’immagine, sempre nell’ambito di una riflessione che guarda ai nuovi linguaggi della serialità. La riproduzione meccanica diviene allora il mezzo principe nella creazione e diffusione dell’opera d’arte, divenuta essa stessa oggetto di consumo. A livello formale il colore si satura seguendo le nuove istanza dettate dall’immagine pubblicitaria.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eAndy Warhol, pseudonimo di Andrew Warhola Jr. (Pittsburgh, 6 agosto 1928 – New York, 22 febbraio 1987), è stato un pittore, scultore, sceneggiatore, produttore, regista, direttore della fotografia, montatore e attore statunitense. Warhol è stato una delle figure più importanti nell’ambito della Pop-Art. La sua attività artistica conta una moltitudine di opere che riproduceva in serie. Le attività e le sperimentazioni della sua Factroy hanno segnato un’epoca e lo hanno reso uno dei personaggi più influenti della cultura del XX secolo.\u003c\/p\u003e","brand":"Le Galloudec Evelyne","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56218608271746,"sku":"ELEG007","price":600.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/Warhol.jpg?v=1768474723"},{"product_id":"mario-schifano-cruise-to-infinity","title":"Mario Schifano -  Cruise to infinity","description":"","brand":"Ripa Salvatore","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56218633601410,"sku":"SRIP009","price":600.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/SCHIFANO-scaled_96cc8371-9040-4af1-a529-c89a80d6c15c.jpg?v=1768475040"},{"product_id":"andy-warhol-marilyn-monroe-11-30","title":"Andy Warhol - Marilyn Monroe 11.30","description":"\u003cp\u003eL’opera si rifà ad un’estetica pop nell’uso di immagini celebri o massificate e nella loro rielaborazione in senso meccanico. La Pop-Art nasce negli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo come interesse\/critica, da parte degli artisti, verso la contemporanea “società dei consumi”. Tutte le espressioni della Pop-Art presuppongono una sorta di doppio legame con il mondo del consumismo e dei mass-media. Da una parte è l’opera d’arte che si abbassa a mero prodotto di consumo, grazie all’uso del linguaggio pubblicitario nelle opere e alla loro riproduzione seriale grazie a procedimenti meccanici. Dall’altra parte, come in questo caso, sono le immagini massificate a diventare esse stesse opere d’arte, in quanto espressione più genuina e veritiera della nuova società e grazie ad un’operazione di ricontestualizzazione dell’artista.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eL’opera è emblematica della ricerca di Andy Warhol fondatore e massimo esponente della Pop Art. La stessa immagine iconica della diva, simbolo per eccellenza della cultura mass-mediatica, diviene essa stessa opera d’arte. L’intervento del pittore si limita a ricontestualizzare l’immagine, sempre nell’ambito di una riflessione che guarda ai nuovi linguaggi della serialità. La riproduzione meccanica diviene allora il mezzo principe nella creazione e diffusione dell’opera d’arte, divenuta essa stessa oggetto di consumo. A livello formale il colore si satura seguendo le nuove istanza dettate dall’immagine pubblicitaria.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eLa serigrafia è stata ripresa dalla famosa opera di Andy Warhol che immortalava in diverse versioni il volto della diva. Nel 1970 l’artista concesse a due amici belgi di realizzarne una serie serigrafica con il volto di Marilyn dalla serigrafia originale distinguibile per alcune varianti di colore e per la presenza della dicitura “published by Sunday B. Morning”. Andy Warhol, pseudonimo di Andrew Warhola Jr. (Pittsburgh, 6 agosto 1928 – New York, 22 febbraio 1987), è stato un pittore, scultore, sceneggiatore, produttore, regista, direttore della fotografia, montatore e attore statunitense. Warhol è stato una delle figure più importanti nell’ambito della Pop-Art. La produzione artistica conta una moltitudine di opere che riproduceva in serie. Le attività e le sperimentazioni della sua Factory hanno segnato un’epoca e lo hanno reso uno dei personaggi più influenti della cultura del XX secolo.\u003c\/p\u003e","brand":"Soligo Alberto","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56218647888258,"sku":"ASOL001","price":1500.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/Andy-Warhol-Marilyn.jpg?v=1768475256"},{"product_id":"mario-schifano-il-deserto","title":"Mario Schifano - Il deserto","description":"","brand":"Fusetti Enea Mauro","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56218751926658,"sku":"EFUS001","price":1350.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/PHOTO-2023-07-06-09-55-05-2.jpg?v=1768476448"},{"product_id":"andy-warhol-goethe","title":"Andy Warhol - Goethe","description":"","brand":"Landini Nathan","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56219198488962,"sku":"NLAN002","price":595.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/1-7_eeb1604f-2315-4481-80cf-d9a313055d08.jpg?v=1768478746"},{"product_id":"andy-warhol-harald-toni-shumacher","title":"Andy Warhol - Harald (Toni) Shumacher","description":"","brand":"Della Santa Stefano (15000)","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56219217559938,"sku":"SDEL001","price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/ANDY-WARHOL.jpg?v=1768478950"},{"product_id":"la-dolce-vita-mimmo-rotella","title":"LA DOLCE VITA - MIMMO ROTELLA","description":"Artista dalla multiforme personalità e dalle concezioni visive intense e sempre allineate a un gusto avanguardistico, Mimmo Rotella nasce a Catanzaro il 7 ottobre 1918 e, conseguita la maturità artistica presso l’\u003ca href=\"http:\/\/www.abana.it\/it\/\"\u003eAccademia di Belle Arti di Napoli\u003c\/a\u003e, si stabilisce a Roma nel 1945. La prima fase della sua attività è caratterizzata dalla sperimentazione di stili pittorici diversi che lo porterà a rivoluzionare i linguaggi artistici del dopoguerra. Nel 1951 Rotella allestisce la prima mostra personale alla Galleria Chiurazzi di Roma, che ottiene ampia risonanza. I quadri di Rotella cominciano dunque a suscitare notevole interesse tanto che nello stesso anno gli viene assegnata una borsa di studio dalla\u003ca href=\"http:\/\/www.fulbright.it\/\"\u003e Fulbright Foundation\u003c\/a\u003e. Può così permettersi di frequentare la prestigiosa\u003ca href=\"https:\/\/kcai.edu\/\"\u003e Università di Kansas City\u003c\/a\u003e. Rotella ricambia l’istituzione con la realizzazione di un pannello murale nella Facoltà di Fisica e con la prima registrazione dei \u003ca href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=vYgdBim-Ub4\"\u003epoemi fonetici\u003c\/a\u003e da lui definiti “epistaltici”. Nel 1952 è invitato dalla \u003ca href=\"https:\/\/www.harvard.edu\/\"\u003eHarvard University\u003c\/a\u003e per una performance di poesia fonetica a Boston e dalla Library of Congress di Washington per la registrazione di alcuni poemi fonetici. Tornato in Italia, dopo una fase di riflessione sui mezzi della pittura e sulla necessità di utilizzare nuovi strumenti, inventa la tecnica del \"\u003ca href=\"http:\/\/www.mimmorotellainstitute.it\/decollage.html\"\u003edècollage\u003c\/a\u003e\", caratterizzata dallo strappo di manifesti pubblicitari affissi nelle strade i cui frammenti, siano essi il recto o il verso, sono incollati sulla tela. Esempi memorabili di questa fase sono “Un poco in su” e “Collage”, entrambi del 1954. Dal 1958 Rotella abbandona gradualmente le composizioni puramente astratte per realizzare dècollage con immagini chiaramente leggibili. Questa tendenza culmina nella serie “Cinecittà “, realizzata nel 1962 (che comprende “Eroi in galera” e “Tre minuti di tempo”) e in quella dedicata alle stelle del cinema e a personaggi famosi (“Assalto della notte”, 1962; “Marilyn calda”, 1963 e così via).\r\n\r\nSono degli anni ’60 e seguenti i lavori dedicati alle affiches del cinema mondiale con i volti dei grandi miti di Hollywood. Nel 1961 Mimmo Rotella aderisce, su invito del critico \u003ca href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pierre_Restany\"\u003ePierre Restany\u003c\/a\u003e, al gruppo dei \u003ca href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nouveau_R%C3%A9alisme\"\u003eNouveaux Rèalistes\u003c\/a\u003e, nel cui ambito già Raymond Hains, Jacques Mah de la Villeglè, \u003ca href=\"https:\/\/it.qaz.wiki\/wiki\/Fran%C3%A7ois_Dufrene\"\u003eFrancois Dufrène\u003c\/a\u003e utilizzavano i manifesti pubblicitari con procedimenti analoghi a suoi. Trasferitosi a Parigi nel 1964 il pittore Mimmo Rotella lavora ancora sulla definizione di una nuova tecnica, la \u003ca href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mec-Art\"\u003eMec Art\u003c\/a\u003e, con cui realizza opere servendosi di procedimenti meccanici su tele emulsionate.\r\n\r\nNel 1972 pubblica per la Casa Editrice Sugar il volume autobiografico “Autorotella” esibendosi, in occasione della presentazione del libro al \u003ca href=\"https:\/\/www.laboratorioformentini.it\/\"\u003eCircolo Culturale Formentini \u003c\/a\u003edi Milano, in una performance con i suoi poemi fonetici.\r\n\r\nLe opere di Mimmo Rotella degli anni ’70 sono segnate da frequenti viaggi in USA, India, Nepal, per stabilirsi definitivamente a Milano nel 1980. Appartengono agli inizi degli anni ’80 le “\u003ca href=\"http:\/\/www.mimmorotellainstitute.it\/copertura-o-blank.html\"\u003eCoperture\u003c\/a\u003e”, manifesti che Mimmo Rotella ricopre di fogli che occultano l’immagine sottostante.\r\n\r\nTorna alla pittura alla metà del decennio con il ciclo “Cinecittà 2” in cui riprende il tema del cinema affrontato in tele di grandi dimensioni e con la serie “\u003ca href=\"http:\/\/www.mimmorotellainstitute.it\/sovrapittura.html\"\u003eSovrapitture\u003c\/a\u003e” su collage e su lamiera: questi interventi pittorici su manifesti lacerati e incollati su pannelli metallici caratterizzano la stagione più recente dell’artista. \u003ca href=\"https:\/\/www.nonsolocinema.com\/E-MORTO-MIMMO-ROTELLA-L-INVENTORE.html\"\u003eÈ morto a Milano l’8 gennaio del 2006.\u003c\/a\u003e\r\n\r\nLe opere di Mimmo Rotella sono in vendita a quotazioni medio-alte stabili.","brand":"GALLERIA OPUS","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56219244986754,"sku":"OPUS0002","price":950.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/ROTELLA_04c14064-533b-4341-ba71-8ad86ff53ea3.jpg?v=1768479233"},{"product_id":"alberto-burri-senza-titolo-2","title":"Alberto Burri - Senza titolo","description":"","brand":"Farrotti Milco","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56220363424130,"sku":"MFAR003","price":2800.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/2265415a-b1d4-4a29-9b47-74b333e63faf.jpg?v=1768490144"},{"product_id":"andy-warhol-dapres-ritratto-di-joseph-beuys","title":"Andy Warhol (d'après) - Ritratto di joseph beuys","description":"","brand":"Rossetti Andera 3000","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56220723839362,"sku":"AROS003","price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/RIGA-3-WARHOL-ROSETTI--scaled.jpg?v=1768492755"},{"product_id":"mario-schifano-cuba","title":"Mario Schifano - Cuba","description":"","brand":"GENNARI CRISTINA","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56559938011522,"sku":null,"price":1800.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/IMG_4064_dcee8d79-e953-46b5-aa2d-0cfa0bb54f87.jpg?v=1776168338"},{"product_id":"robert-indiana-love","title":"Robert Indiana - Love","description":"\u003cp\u003eTappeto in lana in tiratura limitata. \u003c\/p\u003e","brand":"MASSIMILIANO DI PIETRO","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56598117908866,"sku":null,"price":2000.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/PHOTO-2026-04-07-14-45-37.jpg?v=1777464965"},{"product_id":"omaggio-a-imola-michele-cascella","title":"Omaggio a Imola - Michele Cascella","description":"\u003ch2\u003eOmaggio a Imola — Michele Cascella\u003c\/h2\u003e\u003cp\u003eUn paesaggio dell'anima, sospeso tra luce e memoria. \u003cem\u003eOmaggio a Imola\u003c\/em\u003e è un olio su tela di Michele Cascella, maestro indiscusso della pittura figurativa italiana del Novecento, capace di trasformare ogni veduta in un racconto poetico fatto di colore e atmosfera.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eLa composizione rivela la cifra stilistica inconfondibile di Cascella: pennellate vibranti che catturano la luminosità del paesaggio emiliano, una tavolozza calda e avvolgente che invita lo sguardo a indugiare sui dettagli, a perdersi nella profondità della scena. 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